riviera e miranese

Sono 700 i malati di cuore e molti nemmeno lo sanno

DOLO. Sono oltre 700 uomini e donne affetti da patologie cardiologiche, abitano in Riviera del Brenta e nel Miranese e tanti non sanno nemmeno di essere in pericolo. È allarme dopo i dati al...

DOLO. Sono oltre 700 uomini e donne affetti da patologie cardiologiche, abitano in Riviera del Brenta e nel Miranese e tanti non sanno nemmeno di essere in pericolo. È allarme dopo i dati al convegno tenuto a Dolo dal primario di cardiologia del distretto, Daniele D’Este, un evento che ha visto una importante partecipazione di cardiologi di elevato spessore scientifico come i professori Paolo Zeppilli e Pietro Delise. La cardiomiopatia ipertrofica è una delle malattie cardiache genetiche più diffuse tra i giovani insieme alla, meno frequente, sindrome del “QT lungo congenito”. Entrambe, in alcuni casi e a seconda della loro gravità, possono provocare morte improvvisa.

«Le cardiologie di Dolo e Mirano», ha spiegatoo D’Este, «seguono varie decine di giovani pazienti con patologie cardiache di vario tipo. Nel Distretto di Mirano Dolo si può stimare che vi siano circa 400-500 soggetti con cardiomiopatia ipertrofica, molti non a conoscenza della propria condizione, visto che nelle forme più leggere i sintomi sono assenti o modesti (talora solo delle lievi palpitazioni), e altri 100-150 tra le sindromi del "QT lungo" e di Brugada, la displasia aritmogena e le miocarditi».

I cardiologi puntano ancora oggi dell’elettrocardiogramma come principale strumento diagnostico. «Basta pensare», spiega D’Este, «che varie malattie cardiologiche possono essere sospettate o diagnosticate, anche in tenera età, appunto con un semplice elettrocardiogramma. Non solo l’elettrocardiogramma può essere adottato come strumento di screening nei bambini e adolescenti, ma anche è essenziale, sempre insieme alla valutazione clinica, per aiutare il cardiologo a individuare patologie minacciose in giovani apparentemente in perfetta salute».

Il direttore generale della Usl 3 Giuseppe Dal Ben: «Invito i giovani cardiologi a fare tesoro di questa riattualizzazione dell’elettrocardiogramma: permette al cardiologo di avere in due minuti già delle buone informazioni sulla salute del cuore del paziente». (a.ab.)