Strada liberata dagli abusi, conto ai privati

Dopo le petizioni dei residenti il Comune di Mirano ha riaperto al traffico la via per Campocroce

MIRANO. Guerra con i privati, alla fine il Comune fa la voce grossa: cantieri coatti nella strada pubblica verso Campocroce che dei residenti avevano reso intransitabile. Si chiude con il ripristino forzoso del diritto di passaggio (e spese a carico dei privati) l’annosa questione del collegamento tra via Viasana e via Canaceo.

Dopo circa 15 anni è stato infatti ripristinato il diritto di transito sulla vecchia strada vicinale ad uso pubblico che consentiva un comodo bypass tra le due vie e un collegamento veloce e sicuro tra la frazione di Campocroce e la zona industriale e commerciale di via Galilei. Un chilometro circa di strada sterrata, a disposizione di tutti, ma che da anni, per un contenzioso tra privati, era stato progressivamente ridotto di carreggiata, diventando per un tratto quasi un angusto viottolo, percorribile solo a piedi e a rischio di incidenti.

Le diverse giunte comunali che si erano succedute avevano cercato invano di risolvere il problema con le buone maniere. Era sceso in campo anche il comitato di cittadini Uniti per Campocroce,che aveva chiesto al sindaco Maria Rosa Pavanello di permettere ai residenti di poter tornare a raggiungere Mirano in modo agevole e sicuro.

Era stata promossa anche una petizione, che poneva l’accento in particolare sull’aspetto civico: «L’arbitrio di privati non può continuare ad avere la meglio sull’interesse pubblico senza che il Comune, proprietario della strada, garantisca la sicurezza e la fluidità della circolazione», chiedevano i residenti in una delle ultime lettere. In parole povere: basta lasciar correre. Anche perché tra pochi anni il diritto pubblico sarebbe finito in prescrizione. Alla fine Pavanello ha emesso un’ordinanza nei confronti dei privati responsabili perché ripristinassero le condizioni iniziali della strad.

Decorsi inutilmente i termini concessi, com’era prevedibile, il sindaco ha così disposto la realizzazione dei lavori necessari, il cui onere ricadrà ora sui privati inadempienti. In pratica il Comune ha riaperto la strada, sistemandola a proprie spese, ma ora presenterà il conto ai privati. (f.d.g.)