Contratto, sindacati dal giudice

Tutte le sigle (Cisl esclusa) si rivolgeranno al Tribunale del lavoro contestando irregolarità procedurali

Il nuovo contratto integrativo dei dipendenti comunali che il Comune ha firmato in via provvisoria in questi giorni solo con la Cisl, ma non con tutte le altre sindacali e con le stesse finirà comunque davanti al giudice del lavoro, indipendentemente dall’esito del referendum sul contenuto dell’accordo tra tutti i circa tremila dipendenti di Ca’ Farsetti che le Rappresentanze sindacali unitarie hanno già convocato dal 16 al 19 maggio in diversi seggi che saranno allestiti a Venezia e a Mestre per consentire la massima partecipazione dei lavoratori.

Si rivolgeranno infatti al Tribunale tutte le altre sigle contestando appunto il fatto che il contratto sia stato siglato con un solo sindacato al tavolo - appunto la Cisl, che rappresenta meno del 10 per cento dei dipendenti - senza condurre la trattativa con tutti gli altri.

Un argomento che sarà speso di fronte al giudice del lavoro sarà anche il fatto che gli stessi sindacalisti della Cisl hanno sottolineato come abbiano firmato anche per scongiurare il rischio che il Comune anche quest’anno approvasse unilateralmente l’integrativo senza tenere conto delle richieste sindacali.

Una circostanza che confermerebbe la volontà del Comune di non voler trattare. Intanto il Comune ha riconvocato il 3 maggio tutti i sindacati, oltre alla Cisl, per la firma definitiva dell’integrativo, come è tenuto a fare. La Cisl ha già annunciato di voler sentire prima solo i suoi iscritti, ma le Rsu hanno invece convocato i loro rappresentanti (tra cui ci sarebbero anche quelli del sindacato cattolico) per esprimersi sull’accordo.

È ora da capire anche quale sarà l’atteggiamento della Cisl rispetto al referendum tra i comunali sull’accordo che le Rsu intendono indire. Il testo unico sulla rappresentanza sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil prevede che gli accordi aziendali siano sottoposti al voto dei lavoratori se lo richiede una sigla sindacale o il 30 per cento dei dipendenti dei lavoratori. Si tratta ora di capire se la Cisl rispetterà l’accordo, partecipando al referendum, oppure non lo farà. L’arma del referendum rappresenta in ogni caso un’arma potente in mano alle Rappresentanze sindacali unitarie. Si punta infatti alla partecipazione di almeno la maggioranza dei dipendenti comunali. Se ciò avvenisse e l’accordo sottoscritto dal Comune con la sola Cisl non venisse approvato dai dipendenti di Ca’ Farsetti, sarebbe difficile per lo stesso sindaco Luigi Brugnaro andare avanti come se niente fosse. Più volte infatti il primo cittadino si è rivolto anche per lettera direttamente ai dipendenti comunali, proprio saltando la mediazione dei sindacati, da lui stesso criticata più volte. Ma se fosse proprio la maggioranza del personale di Ca’ Farsetti a dire no a “questo” contratto integrativo, sarebbe difficile per la Giunta presentarlo come un accordo nell’interesse dei dipendenti.

La maggior parte delle risorse stanziati, un milione e 900 mila euro, sono inoltre riservate ai progetti speciali, che dipendono direttamente dalle scelte della Giunta e non distribuiti equamente tra tutti i dipendenti.

Enrico Tantucci

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