Venezia, la Cgil denuncia il Comune in Corte dei Conti: «È danno erariale»

di Mitia Chiarin

Depositato un esposto alla Corte dei Conti sui 426 mila euro distribuiti ai dipendenti comunali. Giordano: «Criteri poco trasparenti, si indaghi»

VENEZIA. Quattrocento e ventiseimila euro distribuiti alle “idee vincenti” dei dipendenti comunali finiscono sotto la lente della Corte dei conti. Idee che a leggerle fanno anche sorridere. Ha ottenuto 555 euro chi ha proposto di utilizzare interruttori crepuscolari per la regolazione dell’illuminazione degli uffici. Interruttori che su internet si comprano a circa 10 euro l’uno. E 780 euro di premio, ciascuno, sono andati ai due ideatori degli stivali per l’acqua alta con il logo del Comune da vendere ai turisti.

L’esposto. Un esposto è stato depositato ieri mattina alla Procura regionale del Veneto della Corte dei conti e al presidente Guido Carlino dal segretario della Funzione Pubblica della Cgil di Venezia, Daniele Giordano che intende rivolgersi anche all’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone.

Richiesta di indagine. «Risulta particolarmente lesivo dei criteri generali del buon andamento delle pubbliche amministrazioni, la distribuzione di risorse economiche che non si fondino su criteri trasparenti, rilevabili e meritocratici», scrive Giordano nell’esposto che mira, spiega il sindacalista, «ad ottenere una veloce indagine da parte della Corte dei conti per arrivare all’annullamento del provvedimento e al ripristino del fondo produttività dei dipendenti con i fondi utilizzati per elargire soldi ai dipendenti senza una reale valutazione». Giordano non nasconde di sperare «in una condanna dell’azione dell’amministrazione per danno erariale per la distorsione di risorse pubbliche». La documentazione inviata ai giudici è corposa: centinaia di pagine con tutte le idee cosiddette “vincenti” del 2016 e i criteri di valutazione dei punteggi.

I numeri. Alla presentazione delle idee vincenti, hanno partecipato 697 dipendenti pubblici per 508 idee presentate. In pratica solo un venti per cento del personale ha partecipato.

Termini e critiche. Le idee andavano presentate entro il 28 dicembre e sono state pagate con lo stipendio di marzo 2017. «Senza alcun criterio oggettivo e trasparente. Il sindaco parla sempre di voler puntare sul merito ma vorremmo capire questo merito davvero dove sta o se invece questa operazione finisce con l’essere una elargizione che delegittima la macchina comunale facendo passare nell’opinione pubblica l’idea che basta presentare qualsiasi idea per ottenere soldi in più in busta paga».

Premiati. La Cgil cita il caso di un proponente, identificato come “numero 25”. Ha partecipato alla formulazione di quattro idee (l’utilizzo di unità cinofile in ambito urbano, l’utilizzo di droni per il pattugliamento radiocomandato, la creazione di una palestra e di una mensa per il corpo della Polizia municipale). Idee che hanno ottenuto una valutazione di oltre 210 punti che secondo i conteggi premiali arrivano a quantificare un premio di 1.945 euro. A beneficiare di somme vicinissime al tetto massimo di duemila euro sarebbero stati una quarantina di dipendenti.

La contestazione, nero su bianco. «Contratti e leggi dicono cose diverse», insiste Giordano. E infatti nell’esposto si citano le prescrizioni del contratto nazionale delle Autonomie locali (che prevedono piani di attività «anche pluriennali e di progetto strumentali e di risultato basati su sistemi di programmazione e di controllo quali-quantitativo dei risultati» ) e le norme sulla performance nella pubblica amministrazione che portano a segnalare ai giudici contabili che nel caso dei premi del Comune, «non vi è stata alcuna trasparenza dei risultati dell’amministrazione e delle risorse del fondo che sono state impiegate. Non sono state fornite informazioni chiare sul percorso di valutazione del sistema della performance. In particolare per quanto riguarda la valutazione individuale e le cosiddette idee vincenti». E ancora il segretario della Fp Cgil segnala che «il ciclo di gestione della performance è stato completamente disatteso», senza una definizione «chiara degli obiettivi e nessun collegamento tra obiettivi e allocazione delle risorse». Ed è mancato «un monitoraggio essendo stato definito il piano triennale performance a novembre e non essendo stati svolti i colloqui con il personale». Da qui la denuncia di «una grave violazione non essendoci alcun criterio che valorizzi in modo trasparente e premiale il merito».

Trattativa decentrata. «Attendiamo ora con ansia le verifiche della Corte dei conti. Anche perché l’amministrazione intende puntare ancora sulle idee vincenti nel prossimo contratto decentrato. Ma noi siamo decisi a non firmare alcun contratto che preveda questa prassi», conclude Giordano.