Ricatti a luci rosse a Mira l’inchiesta ora si allarga

di Alessandro Abbadir

I carabinieri stanno sentendo altri testimoni dopo il caso avvenuto lungo l’idrovia I residenti: «Troppa prostituzione e scambisti». Il sindaco: «Interverremo presto»

MIRA. Si allarga l’inchiesta sui ricatti a luci rosse. Potrebbero essere molte infatti le persone ricattate da Ivano Casalgrande, 52 anni, e Pepita Cussadiè, 50 anni, la coppia di pregiudicati padovani a "luci rosse", finita in manette per aver estorto denaro ad un giovane pescatore della zona.

Il ragazzo era andato lungo l’idrovia a Mira perché appassionato di pesca sportiva, ma è finito nella rete criminale dei due, che lo hanno minacciato di rivelare alla famiglia, dopo una piccante messinscena, di essere un guardone e dedito allo scambio di coppia.

In queste ore i carabinieri stanno sentendo parecchi testimoni, mentre questa mattina la coppia, che ora si trova agli arresti domiciliari nel padovano, comparirà al Tribunale di Venezia davanti al giudice delle indagini preliminari Roberta Marchiori.

La Procura aveva chiesto per loro, già pregiudicati per reati specifici, la custodia cautelare in carcere, ma a loro sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Intanto a Mira scoppia la polemica. I residenti chiedono maggiori controlli sull’area dell’idrovia a Gambarare. «Oltre all’idrovia», spiegano per i residenti Guerrino Manente e Valter Faggian, «ci sono tante zone di Mira dove regnano scambisti guardoni e prostituzione sia maschile che femminile. Un noto posto per scambi di coppie è quello che si trova nel parcheggio di Oriago Porta Ovest. Un’area da 600 posti auto. Lungo l’idrovia e nelle zone a ridosso dei supermercati Lando a Dogaletto c’è prostituzione sia maschile che femminile e anche fenomeni di scambio di coppie e guardoni. Cosa si intende fare per fermare questo degrado?».

Un’altra zona in cui gli scambisti si danno appuntamento è la zona industriale di via Maestri del Lavoro, sempre a Gambarare.

Il sindaco Alvise Maniero promette soluzioni: «Siamo a conoscenza di questi fenomeni di degradoe sono dell’idea che sull’idrovia debbano essere messe delle telecamere per stroncarlo. Purtroppo per collocare altre telecamere vanno potenziati i cavi e rete internet collegata a queste. Una cosa che farò prima della fine del mandato».

La polizia locale dal canto suo è già intervenuta in diverse occasioni multando chi sostava lungo gli argini nonostante il divieto e anche multando qualche mese fa con una sanzione di 5.000 euro una coppia di esibizionisti al parcheggio di Oriago Porta Ovest. «C’è una ordinanza di divieto di sosta lungo dell’Idrovia», spiega il comandante, Mauro Rizzi. Purtroppo però chi va a scambi di coppia e cerca prostituzione, ha rimosso i cartelli che avevamo collocato, e che ora vanno rimessi».

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