«Ci sono ancora troppi voucher in giro»

Jesolo. L’accusa di D’Andrea (Pci): serviranno a coprire il nero soprattutto nel turismo

JESOLO. Voucher ancora sotto accusa, alla vigilia della stagione si teme il massiccio utilizzo ai danni dei lavoratori stagionali nonostante siano stati aboliti dal Governo. Ma possono essere ancora usati quelli in dotazione e così nei mesi scorsi c’è stato l’accaparamento, Basti pensare che in un giorno, in una tabaccheria del lido, ne sono stati acquistati per 14 mila euro appena saputo che sarebbero stati aboliti.

La crociata anti voucher era iniziata già diversi anni fa, con denunce pubbliche e inchieste. L’Inps aveva sanzionato soprattutto gli albergatori che poi avevano però vinto il ricorso. La Cgil aveva criticato che fossero strumenti utilizzati per nascondere il lavoro subordinato. Una battaglia a livello nazionale che ha visto la vittoria a tutto campo del sindacato.

«Apprendiamo la posizione di Apindustria sulla bontà dei voucher nel turismo, anche a Jesolo», dice Alberto D’Andrea del Partito Comunista Italiano, «in Veneto nel 2016, sono stati usati 17 milioni e 403 mila voucher, nello stesso periodo del 2015 erano stati 15 milioni 161 mila, 2,1 milioni riguardano il turismo in crescita del 15%. È da anni che denunciamo e mettiamo in guardia l’opinione pubblica sull’utilizzo spropositato dei voucher», aggiunge, «che sono stati lo strumento per trasformare ingenti quote di lavoro tutelato, in vero e proprio lavoro "opaco". Ad essere sostituito è sempre più spesso il lavoro ordinario nei servizi, nel commercio, nel turismo. I voucher dovevano far emergere il lavoro nero e servire per pagare le prestazioni occasionali. La malafede ha fatto sì che i voucher siano diventati lo strumento che ha normato per legge il precariato. A metà marzo però, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che ha abrogato il lavoro accessorio pagato attraverso i voucher. Lo abbiamo denunciato fin dall’inizio e ora ne abbiamo la conferma. I voucher non erano usati per pagare prestazioni lavorative accessorie e occasionali; era stato normato per legge l’abbassamento dei salari e si era generata una contrazione dei diritti dei lavoratori».

«Dopo la loro abrogazione sono state tolte anche le norme sulla tracciabilità e quindi i controlli nella prossima stagione turistica saranno impossibili», conclude, «in circolazione ci sono centinaia di migliaia di voucher e verranno utilizzati adesso che non ci saranno controlli efficaci. Moltissime imprese, non avranno difficoltà a tener coperto il nero soprattutto nel turismo».

Giovanni Cagnassi