Prenota la camera in hotel ma finisce in un sottotetto

Truffa a Cannaregio denunciata ai vigili da una turista: costretta ad accedere alla “stanza” da una botola, era caduta dalla scaletta finendo all’ospedale

Controlli della polizia locale nelle strutture ricettive, multato il titolare di un albergo che usava un appartamento, non proprio adeguato, per ospitare dei clienti. Una stanza angusta, stretta, raggiungibile attraverso una botola, anziché una camera confortevole, come credeva di aver prenotato il cliente. Dalle immagini che aveva visto, l’offerta del luogo era tutt’altra.

Un’altra truffa ai danni di una turista è stata scoperta dalle neonate squadre specialistiche della polizia locale di Venezia, nucleo polizia edilizia Centro Storico e polizia tributaria, che nei giorni scorsi, a seguito di un esposto presentato da una turista, hanno effettuato alcuni sopralluoghi in alcune strutture della città storica, riscontrando numerose irregolarità. L’esposto era stato presentato dopo un piccolo infortunio nell’appartamento.

La visitatrice ha raccontato agli agenti di aver prenotato una camera, via internet, in un albergo di Cannaregio, ma al suo arrivo, in tarda serata, il personale addetto alla reception l’ha accompagnata in una struttura separata dall’albergo e alloggiata nella camera di un appartamento situato poco lontano. Ed ecco la sorpresa: la stanza era stata ricavata nel sottotetto dell’immobile, era angusta, bassa e raggiungibile solo da una scala in legno, attraverso una botola. La scala era talmente ripida e in precarie condizioni che, nel discendere, la signora è scivolata procurandosi delle lesioni guaribili in una ventina di giorni.

I controlli, coordinati dai commissari Flavio Gastaldi e Raffaella Degan e effettuati con la collaborazione del personale tecnico ispettivo del Comune, hanno permesso di accertare che l’alloggio è sconosciuto al Comune di Venezia in materia di tributi locali. Ciò nonostante l’albergatore, al quale sono state contestate irregolarità penali e amministrative, incassava comunque impropriamente l’imposta di soggiorno. È stata inoltre inviata richiesta alla Questura per verificare se fosse stata comunicata la presenza degli ospiti come previsto dalla legge antiterrorismo.

«Il sopralluogo», commenta il comandante della polizia locale Marco Agostini, «ha dimostrato come alcuni albergatori approfittino dell’enorme flusso di visitatori per porre sul mercato alloggi privi di qualsiasi titolo di sicurezza. Basti pensare che sono stati trovati degli appartamenti con metrature veramente ridotte tanto da sfiorare appena i 22 metri quadri, con aperture aero-illuminanti insufficienti, con cucina senza finestre e con stanze ricavate nei sottotetti con altezza media inferiore al metro e mezzo. I controlli proseguiranno anche in futuro con la sempre proficua collaborazione di residenti e turisti che, con le loro segnalazioni, consentono di avere 1000 occhi puntati al benessere della città».

Carlo Mion

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