Sicurezza e sanzioni

Mestre, in via della Libertà sono arrivati gli autovelox

di Mitia Chiarin

Installati venerdì pomeriggio, ora mancano quelli vicino a Favaro. La polemica su Spinea: "Scelta dettata dalla sicurezza"

MESTRE. Ieri sono spuntati altri due dei cinque autovelox che sorveglieranno le strade ad alto scorrimento della città. Dopo le polemiche in via Martiri della Libertà, per l’impianto apparso tra l’incrocio di via Pasqualigo e la rotatoria per la tangenziale, ieri ne sono spuntati altri due in via della Libertà. Uno è posizionato davanti alla stecca di edifici del Vega, prima di via Pacinotti, sulla corsia per Venezia. L’altro è sotto la campata del cavalcavia di via Torino, sulla corsia per la tangenziale e il centro di Mestre, al di là del guard rail. Sicuramente anche queste due nuove installazioni scateneranno le polemiche che hanno già colpito quello di via Martiri della Libertà, subito vandalizzato.

Non attivi, per ora. È bene ricordare che questi autovelox al momento non sono ancora in funzione perché mancano da posizionare una trentina di cartelli nelle due strade ad alto scorrimento che servono ad avvisare gli automobilisti della presenza dei rilevatori elettronici di velocità. All’appello mancano anche i due autovelox nella galleria della 14bis per Favaro. I dispositivi verranno azionati, quindi, solo una volta che sono conclusi i cantieri.

Vandali e polemiche. Eventuali nuove azioni di vandali saranno duramente perseguite dal comando della Polizia municipale: il comandante Marco Agostini ha già minacciato di denuncia quanti su Facebook hanno aizzato a «mettere fuori uso» gli autovelox.

Sindaci in protesta. La polemica è stata poi rinfocolata dai cantieri per i nuovi autovelox nella città metropolitana: li troveremo a Spinea, Mirano, Marghera, Quarto d’Altino, San Stino, Portogruaro. I proventi secondo una convenzione di novembre 2016 sono divisi tra Comune di Venezia e Città metropolitana: 35% al Comune capoluogo che mette in campo la polizia locale per il controllo; 65% alla Città metropolitana. Niente ai sindaci che ora contestano.

La replica della Città metropolitana. «L’installazione dei dispositivi autovelox è prevista lungo le strade che hanno registrato negli ultimi anni il maggior numero di incidenti anche mortali», ribadisce un comunicato del sindaco metropolitano. E i proventi andranno alla «sicurezza stradale».

Nuovi autovelox, i sindaci contro la Città metropolitana di Venezia

Il dispositivo di Spinea «è stato autorizzato dal Prefetto di Venezia per l’intero tratto di SP81» con informazione anche ai Comuni di Spinea e Venezia e la Città Metropolitana aveva «incontrato la Polizia Locale dell’Unione dei Comuni del Miranese illustrando il posizionamento degli autovelox nel loro territorio ancora nel corso del 2016».

Il sindaco di Spinea contesta avendo ricevuto prima un no ma la «richiesta risale al 2012 e riguardava il tratto rettilineo della SP81 tra Via Fornase e Via Martiri della Libertà in cui vige ancora adesso il limite di 70 all’ora. Successivamente l’allora Provincia di Venezia ha autorizzato il Comune di Spinea all’installazione sul semaforo di un dispositivo di rilevo infrazioni semaforiche “T-Red”. In questo caso i proventi delle infrazioni sono tutte a favore del Comune. Come previsto dal Codice della strada i proventi derivanti dall’accertamento della violazione dei limiti di velocità saranno interamente destinati per finanziare interventi per la sicurezza stradale delle strade di competenza".