Blitz dei carabinieri al golf club scoperti due lavoratori in nero

Jesolo. Stavano svolgendo opere di manutenzione alla struttura senza essere stati assunti Il gestore dovrà pagare una multa di 15 mila euro per evitare la sospensione dell’attività

JESOLO. Lavoratori in nero al golf club di Jesolo. I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Venezia, in un’operazione che rientra tra i servizi programmati dalla Direzione Territoriale di Venezia per il controllo delle strutture ricreative e dei centri sportivi della provincia, sono arrivati al Golf Club di Jesolo, alle spalle del lido ovest.

Qui hanno accertato la presenza di manodopera non regolarmente assunta, più alcune violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono stati sorpresi due lavoratori, entrambi di nazionalità italiana, che stavano effettuando lavori di manutenzione ordinaria alle pareti della reception. Non erano stati assunti.

I due operai esperti nel settore dell’edilizia stavano lavorando da circa dieci giorni, impiegati nel Golf Club per montare e decorare le pareti in cartongesso. Mancava la comunicazione preventiva di assunzione e non era stato sottoscritto alcun contratto di lavoro. I due lavoratori in nero non avevano neppure la copertura assicurativa e previdenziale. I militari hanno compiuto un controllo sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e riscontrato la mancanza della valutazione dei rischi aziendali e l’omessa formazione sulla sicurezza del personale in questione.

Il gestore della società New Golf One, un imprenditore di Torino, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Venezia e gli è stato notificato un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per la riscontrata presenza di personale in nero, ma la cosa dovrebbe risolvere pagando una sanzione di circa 15.000 euro. Non dovrebbero pertanto esserci interruzioni dell’attività sportiva una volta pagata la sanzione e regolarizzato il resto.

Il golf di Jesolo è una delle"perle della offerta turistica da quando è stato aperto nel 2002 con le prime 9 buche. Ha così lanciato al lido uno sport esclusivo per un target turistico di alto livello che chiedeva questo tipo di sport e intrattenimento. Il celebre ristorante della Club House divenne uno dei locali più modani della città ai tempi della gestione del manager vicentino Lorenzo Coda che vi organizzò la prima cena di gala di Miss Italia nel Mondo.

Coda aveva poi ceduto la gestione nel 2012. Si tratta di una struttura anche ecosostenibile, con il primo impianto da golf rispettoso dell’ambiente, dopo l’ampliamento dell’attuale struttura, con il via libera della Regione, che porterà non solo a un incremento del numero di buche, dalle 18 attuali a 27, ma anche alla realizzazione di una zona residenziale ecosostenibile a Classe A con costruzioni in legno e con le tecniche avanzate migliori del mercato.

Giovanni Cagnassi

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