Venezia, dipendenti dal giudice contro il sindaco Brugnaro, che attacca con un tweet

di Marta Artico

Contestata l’assenza in assemblea del sindaco Brugnaro, la Cisl diserta. Bulla (Rsu) ai dipendenti: «Non accettate le valutazioni, ricorreremo»

MESTRE. Azioni legali collettive e a ad personam, ricorso al giudice del lavoro, assemblee in orario di sportello e una grande manifestazione in programma il primo aprile. Sono alcune delle armi che i lavoratori del Comune metteranno in atto per far valere i propri diritti che dicono violati da «chi li calpesta da due anni».

Un migliaio di lavoratori, mercoledì pomeriggio, ha affollato l’auditorium della Plip di via San Donà.Tensione tra i lavoratori chiamati a raccolta dai sindacati (Cgil, Diccap, Cobas Csa, Rsu, Cisl Uil e Cgil) per decidere le linee d’azione dopo l’ultima protesta e le dichiarazioni del sindaco al congresso della Cisl, quando ha avanzato l’ipotesi di firmare il contratto solo con un sindacato.

Assenti. Mancavano all’appello il sindaco, Luigi Brugnaro e Carlo Alzetta, segretario Cisl Funzione Pubblica. «Salutiamo il grande assente. Il voto negativo al sindaco lo diamo noi», le parole risuonate. «Pare avesse un appuntamento con i fenicotteri rosa che passavano sopra Venezia». «Davvero un peccato che il sindaco non si sia presentato», commenta Daniele Giordano (Cgil Fp), «probabilmente confrontarsi con i lavoratori per lui è una perdita di tempo. D’altra parte dopo più di un anno e mezzo di amministrazione stiamo assistendo a scelte sulla gestione del personale di puro stampo padronale e ricattatorio. Tutto questo assieme a un uso aziendalistico del Comune, dalle strutture comunali alle Partecipate, utile solo al proprio tornaconto di immagine ed economico e non della città». «La Cisl», è sbottato un dipendente, «ha un merito, quello di avere ricompattato l’Rsu e tutti i lavoratori: fossi in Brugnaro, darei un premio ad Alzetta per l’idea vincente».

Intanto continua la querelle tra il sindaco Brugnaro (che ha accusato il sindacalista Giampiero Bulla di giocare a freccette con una sua foto) e quest'ultimo che ha annunciato querele, sostenuto dal collega Mario Ragno

Dalle ferie il sindaco Brugnaro rilancia in un tweet che fa seguito all'assemblea dei comunali

Tornando alla riunione al Palaplip si è discusso di azioni giudiziarie e mobilitazioni.

Performance. A tenere banco l’ultimo degli «sfregi», secondo i lavoratori, «portati avanti dal Comune», vale a dire la questione delle valutazioni, che recepisce il regolamento sulle performance dei dipendenti approvato a fine novembre e che stabilisce nuovi criteri per distribuire i premi di produttività. Obiettivi, però, ad alcuni arrivati la scorsa settimana, ad altri non ancora arrivati.

L’indicazione dall’assemblea è chiara: «Il regolamento prevede un colloquio di affido dell’obiettivo, uno intermedio e uno finale», ha spiegato Giampiero Bulla, responsabile Rsu del Comune, «nessuno di questi step è stato rispettato, pertanto chiedete un colloquio al dirigente e nel caso in cui non veniste chiamati, non accettate la valutazione». A breve saranno distribuiti dei moduli prestampati in cui si diffida l’Amministrazione ad erogare il denaro in busta paga, perché la Corte dei conti potrebbe decidere che quei soldi devono essere restituiti. E ancora: «Vogliono appiattire le performance, abbassarle, per questo è importante rigettarle al mittente».

Da qui il mandato ai sindacati di fare ricorso al giudice contro la procedura e andare avanti con le diffide. «Ci sono vizi di legalità», spiega Sergio Berti, Csa, «si configura il danno erariale, andremo dal giudice del lavoro».

La proposta di Marco. Un dipendente comunale ha stampato un ciclostilato di due pagine, “vota il tuo dirigente”, distribuito ai lavoratori, che ricalca quello arrivato in questi giorni. Solo che lo capovolge, “bottom-up model”, o valutazione in feed back.

Questioni aperte. Tra i problemi sul tappeto «la riorganizzazione del personale, gli istituti applicati a piacimento, i precari a casa, la gente sofferente al lavoro, chi non sa cosa fare». «Brugnaro ha raccontato storie», sbotta Luca Lombardo (Diccap), «dipinge il sindacato come incapace di trattare, ma non è vero, è il solito ritornello, noi vogliamo un contratto decentrato che ci ridia i diritti calpestati». «Dobbiamo chiedere il permesso per ammalarci», aggiunge Sebastiano Beraldo, Rsu, «per avere il part time e stare con i nostri figli, stiamo male per un’amministrazione che sta distruggendo i servizi». Da qui l’appello all’unitarietà lanciato da più parti.

Manifestazione. Lavoratori divisi tra chi propende per le azioni legali e la causa, chi per scioperi e proteste. In programma una grande manifestazione dei lavoratori che si terrà il primo aprile. Sabato alle 10, nel frattempo, protesta sulla scuola “I diritti dell’infanzia non si toccano” con ritrovo a piazzale Roma e corteo di insegnanti e educatrici fino a Campo San Geremia.