Asili nido, la protesta dei genitori: «In un giorno spostate 15 maestre»

di Mitia Chiarin

Lettera dei presidenti dei consigli di nido: «La situazione continua a essere gravissima, ora basta». Richieste alla giunta: «Servono garanzie in termini di personale, laboratori e qualità del servizio»

MESTRE. Asili nido comunali, con l’anno nuovo i problemi restano. La denuncia è dei presidenti dei Consigli di Nido del Comune in una lettera. «La situazione degli asili nido continua ad essere gravissima, le educatrici continuano ad essere spostate, senza garantire attività didattiche ed in molti casi la sicurezza stessa dei bambini. Già nella prima settimana» del nuovo anno, spiegano, «in un solo giorno sono state spostate 15 maestre, andando a creare situazioni in cui il rapporto numerico tra insegnante e bambino non rispetta assolutamente quanto previsto dalla normativa regionale in vigore (che prevede la presenza di una maestra ogni 6 o 8 bambini a seconda dell’età) arrivando anche al caso in cui per 21 bambini, di cui uno con gravi disabilità, erano presenti solo due maestre».
 
Lunedì si sono aperte le iscrizioni al nuovo anno scolastico per le strutture comunali con 2.500 posti a disposizione: 1.100 per gli asili comunali (confermata la chiusura del Nuvola di Castello) e 1.400 nelle scuole dell’infanzia. «Come genitori siamo stufi delle false promesse dell’amministrazione, ora non ci sono più scuse. Se il Comune non risolve la situazione non è più colpa della burocrazia, ma di una chiara scelta politica che fa intendere quanto basso sia l’interesse dell’amministrazione nei confronti dei piccoli cittadini della nostra città e delle sue famiglie», scrivono i presidenti.
 
I genitori chiedono «chiarezza sulle intenzioni del Comune nei confronti dei servizi per l’infanzia. Vogliamo capire quale sia il servizio che si intende offrire, quali garanzie in termini di personale assunto sono assicurate, quale qualità si vuole raggiungere all’interno di queste strutture. Chiediamo che lo spostamento delle maestre da una struttura all’altra sia una pratica straordinaria da utilizzare solo in casi di estrema ed assoluta necessità, perché i nostri figli hanno diritto ad avere le proprie maestre». Le famiglie si soffermano sul ruolo delle educatrici: «Maestre che i bimbi conoscono, di cui si fidano e con cui hanno fatto un periodo di inserimento». Rivendicano per i figli il diritto al tempo di gioco, all’aiuto nell’apprendimento «attraverso laboratori ed attività».
 
Il diritto a coccole e cambi di pannolino. La lettera chiama in causa l’assessore comunale Paolo Romor che nel corso del 2016 ha puntato, fanno notare i genitori, nell’evidenziare che la carenza di personale «fosse solo un effetto dello sforamento del patto di stabilità e non una mancanza o una decisione politica del Comune».
 
Ora i presidenti chiedono un cambio di passo. «Riteniamo inaccettabile che un servizio essenziale come quello educativo venga distrutto tacitamente in questa maniera, ignorando del tutto le segnalazioni e le richieste di confronto, utilizzando le normative regionali e nazionali quando fa comodo e che ci si nasconda dietro comunicati e calcoli matematici senza informare a dovere l’utenza».
 
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