«Venezia m’ispira, è la mia America»

Pino Donaggio insignito del riconoscimento dell’Associazione Settemari. «Ho bisogno di comunicare, qui la gente mi ama»

«Non mi trovavo a vivere in America, lì non mi veniva la musica che volevo io. A Venezia, invece, si esce e si guarda l’arte, ti ispiri. Nel mio studio, dal pianoforte vedo l’acqua. Ho un grande amore per l’acqua: le mie radici sono qua, da parte di mio padre sono tutti musicisti, da parte di mia madre tutti pescatori, qualcuno mi ha definito “pescatore di note”. In America rimanevi lì, restavi a casa aspettando una telefonata per un film... non mi piaceva. Ho bisogno di comunicare con la gente: qui le persone mi fermano, mi dicono che sono orgogliose di me, mi danno la forza di scrivere e fare sempre meglio. Vedo che la gente mi ama. Grazie».

Sale Apollinee della Fenice gremite per la consegna del premio di Veneziano dell’anno 2016 al compositore veneziano Pino Donaggio, autore di hit mondiali come “You don’t have to say you love me” cantata da Elvis Presley, di decine di colonne sonore (da “A Venezia... un dicembre rosso shocking” a quella recente di Don Matteo, all’amicizia e i film con Brian De Palma), a canzoni famosissime che tutti conoscono, come “Io che non vivo più di un'ora senza te”, che Donaggio ha ieri cantato insieme a tutto il pubblico.

È così arrivato alla 38ª edizione il riconoscimento ideato dall’associazione Settemari per omaggiare quei “veneziani autentici che operano con amore in favore del servizio comune” e che nel loro lavoro, nel volontariato, nell’arte, nello sport” hanno come obiettivo la conservazione del modo di vivere delle genti lagunari e il perpetrarsi della venezianità”. Come Pino Donaggio.

La cerimonia si è aperta con una suggestiva introduzione musicale da parte dei “Solisti Veneti”, diretti dal maestro Claudio Scimone, con cui Donaggio ha iniziato la carriera.

Il sindaco Brugnaro ha prima ringraziato la Settemari per «il lavoro costante e continuo di collegamento con il territorio, premiando persone che negli anni hanno dato tanto alla città senza chiedere qualcosa in cambio». Poi, alla sua maniera, ha incalzato: «Oggi riconosciamo i meriti di un grande cittadino veneziano che ha onorato il nostro Paese. È un esempio per tanti giovani, che invece di abbandonarsi solo alla critica e alla protesta devono perseguire le proprie passioni. Credo che questo premio rappresenti un trionfo per la musica e per l’arte e sia un esempio per risvegliare le coscienze di quelle persone che vogliano mettersi al servizio della collettività per crescere tanti Pino Donaggio che adesso sono piccoli e che un domani potremo premiare».

Come ha ricordato il giornalista Maurizio Crovato, Donaggio è nato 75 anni fa nell’isola di Burano, che diede i natali anche a Baldassarre Galuppi, «che se ne andò a Londra per poi tornare a Venezia, anche se lì aveva palazzi e servitori. Anche Donaggio a Los Angeles aveva una villa e lusso, ma ha voluto mantenere a Venezia il centro del suo cosmo artistico». Esordì a 10 anni come violinista, poi il diploma al Conservatorio Benedetto Marcello e nel 1959 fu i primi componenti de “I Solisti Veneti”, con i quali ha da poco inciso un album assieme a Claudio Scimone, dedicando “Pray for Paris” a Valeria Solesin.

Roberta De Rossi

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