Dalle Dolomiti al mare in bicicletta

di Andrea De Polo

Ciclabile da Cortina a Jesolo: appaltato il tratto trevigiano “La Piave” alla Kostruttiva di Marghera e la Euroscavi di Mirano

JESOLO. Dalle Dolomiti alla laguna. In mountain bike. Su un percorso in sterrato ed erba che permetterà di salire in sella a Cortina e scendere alle porte di Venezia, dopo 160 chilometri corsi tutti d’un fiato sulle sponde del Piave. Di questi, i primi 68 saranno realizzati entro l’estate del 2018.

Appalto. Giovedì mattina la Provincia di Treviso, ente appaltante, ha aggiudicato il cantiere a due ditte veneziane, la Kostruttiva Scpa di Marghera e la Euroscavi Srl di Mirano. Completeranno il primo tratto tutto trevigiano della ciclabile, dal Ponte di Fener, a Segusino, a Zenson di Piave, con la promessa, non appena si troveranno le risorse, di allungare il tragitto fino alla costa. I chilometri diventeranno 136, considerando il ritorno sull’altra sponda: il percorso sarà circolare, e utilizzerà alcuni tratti di pista già esistenti, mai inseriti in un percorso unico.

Aiuto regionale. La ciclabile “La Piave” è stata per anni un sogno nel cassetto delle amministrazioni rivierasche, è diventata realtà quando la Regione, pochi mesi fa, ha deliberato lo stanziamento di quasi due milioni per realizzare l’opera. Le due ditte veneziane hanno vinto la gara, che ha un importo totale di un milione e 542 mila euro, con un ribasso del 9,56 per cento, e potranno iniziare i lavori entro l’estate. Il primo ciclista potrebbe “assaggiare” il primo tratto del percorso un anno dopo, in tempo per le celebrazioni del centenario della chiusura della Grande Guerra.

Bottacin. «Il Veneto è la prima regione in Italia per valenza turistica, la ciclabile si rivolgerà a tutti i visitatori che non sceglieranno la spiaggia ma preferiranno cimentarsi con le colline delle Prealpi o le grandi strade del ciclismo» commenta l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, che ha seguito tutte le fasi dei lavori. «Difficile dare tempi certi per un cantiere così importante, nessuno può dare garanzie ma è già molto importante che si sia concretizzato».

Sindaci. Alla pista hanno collaborato anche tanti sindaci della Marca Trevigiana. Alla guida del Consorzio Bim Piave, committente dell’opera, c’è il primo cittadino di Valdobbiadene, Luciano Fregonese: «Abbiamo centrato un grande risultato. È stato positivo, soprattutto, aver lavorato tra più Comuni ed essere arrivati a un accordo in tempi relativamente brevi».

Da quando gli osservatori del paesaggio Medio Piave, Montello Piave e Colline dell’Alta Marca, con la supervisione del Genio civile, hanno iniziato a lavorare sul progetto, sono trascorsi un paio d’anni per arrivare all’impresa: per un’opera pubblica, quasi un record.

Fregonese. «Come Bim Piave abbiamo iniziato a muoverci nel dicembre 2014, ma erano diversi anni che si cullava questo sogno», commenta Fregonese. «Poi abbiamo accelerato grazie anche alla Regione che ci ha creduto e ha finanziato il progetto. La pista valorizzerà il Piave nel suo aspetto storico e paesaggistico e si affiancherà alle colline per le quali abbiamo già la candidatura a Patrimonio dell’Umanità Unesco. Ho percorso le zone della pista e attraversato zone stupende che i nostri cittadini spesso non conoscono».

Impatto zero. Sarà un cantiere a “impatto zero”: per la maggior parte del tracciato si correrà su un sedime inerbato, senza bisogno di nuove costruzioni. La ciclabile “La Piave” si propone quindi come la “Dobbiaco-Lienz” italiana e le appendici a Nord e a Sud della Marca non sono soltanto un sogno: «Abbiamo già immaginato il collegamento futuribile di questa pista da Lienz al mare Adriatico», ha anticipato l’architetto Michelangelo Bonotto, «anche se per ora ci occuperemo solo del tratto trevigiano». L’unica perplessità riguarda le bizze del fiume, che con le sue piene improvvise potrebbe rendere avventurosi alcuni attraversamenti.

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