«Scout speed, c’è stata poca informazione»

San Donà. Polemica per le multe dovute al nuovo sistema di controllo velocità Trevisiol: è uno strumento utilissimo che garantisce sicurezza sulle strade

Scout-speed ancora nell’occhio del ciclone. Il sistema di rilevamento mobile della velocità continua a far discutere e proseguono i ricorsi contro le sanzioni a opera dell’avvocato Luca Pavanetto che ha già ottenuto una sospensione, in attesa dell’udienza dal Giudice di Pace. Altre ne starebbero per arrivare, mentre continuano le proteste.

L’ultimo caso di automobilista sanzionato riguarda un giovane di San Donà “pizzicato” lungo via Mussetta, vicino al ristorante Fogolar, a 90 all’ora con limite dei 50. Per lui è scattata una sanzione da 540 euro e il ritiro patente per tre mesi: «Sono stato segnalato oltre il limite ancora a settembre», ricorda, «quando il sistema non era conosciuto e non se ne parlava così diffusamente. Non c’è stata una vera comunicazione da parte del Comune e neppure in rete venivano riportati i controlli».

Il primo a protestare era stato il consigliere di opposizione Enrico Fingolo, poi sono seguiti gli interventi di Anna Maria Babbo di Scegli Civica che, con Oliviero Leo, chiede l’immediata sospensione del sistema, in attesa dell’udienza dal Giudice di Pace che decreterà la regolarità dei controlli. La lista invita ora il Comune a pensare alla sicurezza della città, ai controlli contro la delinquenza e non a fare cassa. «Noi non contestiamo lo strumento», spiega Pavanetto, «ma le modalità. L’automobilista non ha modo di contestare nell’immediato, ci sono sentenze della Cassazione che confermano i nostri dubbi in fatto di omologazione. E poi non possiamo pretendere che tutti abbiano dimestichezza con i mezzi informatici per vedere sul sito del Comune dove sono effettuati i controlli con l’auto della polizia locale». Le sanzioni elevate avrebbero superato quota 1200, ma dal Comune, il vice sindaco Luigi Trevisiol invita a non alimentare le tensioni ulteriormente.

«Non è certo uno strumento per fare cassa», premette, «il caso citato riguarda un automobilista che ha sforato il limite di 40 all’ora e non è poco. La maggior parte degli automobilisti, circa il 95 per cento, ha pagato la sanzione comprendendo di avere torto. Inoltre sono diminuiti gli incidenti da quando è in funzione, abbiamo trovato numerose auto risultate rubate o senza assicurazione. Lo strumento è utilissimo per la sicurezza stradale».

Giovanni Cagnassi

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