scuola

«Taci, sei grasso come un ippopotamo»

di Giovanni Cagnassi

Venezia, sedicenne offeso dai professori. Il padre del ragazzo ottiene le scuse

VENEZIA. «Zitto tu che si grasso come un ippopotamo». Ad apostrofare con questo tono un 16enne residente nel Veneto Orientale sono stati alcuni docenti di una scuola superiore dopo lunghi contrasti e scontri in classe.

Il ragazzo, abbastanza vivace e con un forte carattere, si era ribellato ad alcune ammonizioni impartite dai professori i quali hanno iniziato a riprenderlo anche con questi epiteti.

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È accaduto in classe, quindi con tutti i compagni di scuola presenti ad ascoltare e in qualche caso a ridere in un’atmosfera che è inevitabilmente diventata di scherno generale. Il ragazzo, dopo che questi episodi di sono ripetuti più volte, ha deciso di raccontarlo a casa e di chiedere l’intervento dei genitori.

Questi si sono rivolti ai docenti e al preside, invocando spiegazioni e soprattutto le scuse. Perché un educatore ha il dovere di insegnare ai giovani, non di offenderli e davanti a tutti, in una fase delicata della crescita in cui i giovani sono particolarmente sensibili.

L’incontro con il preside e i docenti, a quanto risulta, è stato un momento di confronto importante. I genitori hanno ascoltato e compreso le difficoltà incontrate con certi atteggiamenti ribelli del ragazzo, ma si sono adirati e non poco per le offese dirette al figlio al suo peso e alla sua mole, a maggior ragione perché il ragazzo sta cercando di dimagrire e affrontare delle diete per non essere più preso in giro. Questa volta tutto si è risolto con le scuse formali e la promessa che non accadrà più, da entrambe le parti. Il ragazzo sarà più disciplinato, ma non saranno più pronunciate offese di alcun tipo, neppure in modo scherzoso.