Altre offese al bimbo nella fontana la famiglia querela anche Forcolin

di Giovanni Cagnassi

San Donà. Pubblicato sulla pagina Facebook del vicegovernatore un altro post a sfondo razzista L’avvocato Nordio: «L’ex sindaco di Musile non ha preso pubblicamente le distanze da quel gesto»

San Donà. «Adesso abbiamo paura». La mamma del bambino straniero ritratto in una pagina Facebook, quella del vicegovernatore del Veneto, Gianluca Forcolin, mentre faceva il bagno nella fontana di piazza Indipendenza, bersaglio di attacchi bestiali e minacce, ha confidato al suo legale, l’avvocato Giacomo Nordio, di non sentirsi più al sicuro. Ma Forcolin si rivolge a lei: «Le vorrei parlare, sono a disposizione e le vie legali non servono, basta una stretta di mano».

Intanto sono partite già le prime querele, la prima delle quali è al vicegovernatore del Veneto Forcolin, titolare del profilo Fb dal quale è iniziato tutto. Ma non è ancora finita. Ieri un altro commento, fresco fresco, a sfondo razzista che inneggia ancora all’affogamento del piccolo. «Ieri è stato pubblicato sulla pagina Facebook di Forcolin», dice l’avvocato, «un altro post violento e razzista, proprio a commento della notizia della presentazione delle querele per gli insulti e le minacce scaturite dalla pubblicazione della foto del bimbo».

«Andrebbe affogato nella fontana e poi il corpo esanime ributtato in mare aperto», è stato scritto giovedì alle 18.23 sulla pagina Forcolin Gianluca. Un utente che si firma. «La nota appare sotto la foto del bimbo nella fontana di piazza Indipendenza a San Donà, pubblicata da qualcuno sulla pagina del vicegovernatore veneto circa un’ora prima», ricorda il legale, «solo un’altra utente stigmatizza la frase senza che né il titolare né altri ne prendano le distanze. L’utente in questione, peraltro, difende la propria affermazione e qualcun altro aggiunge un «perché non se ne vanno tutti a casa loro».

Offese al bambino nella fontana «Nessuno ci ha chiesto scusa»

«Il vicegovernatore non ha ancora rimosso il post e nemmeno preso pubblicamente le distanze da tale ignobile commento», commenta l’avvocato Nordio, «questo comportamento dà ulteriore fondamento alla querela già presentata, in quanto la mancanza di un netta presa di posizione contro tali condotte evidenzia un atteggiamento, quanto meno, di tolleranza tra il vicepresidente regionale e gli autori dei commenti più inqualificabili sulla sua pagina».

«Non vale nemmeno la giustificazione di non avere notato i post», aggiunge, «in quanto Forcolin nel frattempo ha avuto accesso alla sua pagina, pubblicando altre note, e avendo quindi la possibilità di accorgersi di quanto altri avessero scritto. Inoltre sembra improbabile che un vicepresidente regionale non disponga di una struttura, quantomeno di volontari, che monitori i suoi profili social. Del pari una tale mancanza pare imperdonabile, in ragione della capacità di diffusione del mezzo e della gravità dei fatti già occorsi nel luglio scorso». Forcolin si difende: «Se mettono foto e commenti sulla mia pagina io non posso controllare tutto, non posso verificare minuto per minuto se ci sono squilibrati. Cancellerò tutto ovviamente, ma la famiglia non ha cercato il dialogo, è andata dall’avvocato».

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