INNOVAZIONE

Expo, sfilano inventori di tutto il mondo

di Marta Artico

Da domani a domenica la prima “International Inventors Exibition”. Madrina sarà la ricercatrice Irene Scarpa

MESTRE. C’è il braccialetto indossabile dell’Università di Genova che consente anche ai non vedenti di orientarsi in una stanza e sapere dove si trovano in ogni momento, c’è l’ausilio per bambini con deficit uditivo, ma anche la barca a vela realizzata ad hoc per persone che non deambulano, così come “6th Element”, materiale brevettato dal veneziano Roberto Padoan, la resina che solidifica a contatto con l’acqua. Dal Giappone arriva, invece, il guanto sonar che permette di “sentire” a distanza oggetti sott’acqua, mentre grazie ad Ocean Reef, sarà possibile capire come coltivare il basilico proprio sott’acqua.

Da domani a domenica al Pala Expo andrà in scena l’International Inventors Exhibition, la rassegna dedicata a una selezione qualificata di inventori provenienti da diverse parti del mondo, promossa da Dnest-web, società spin-off dell’Università di Verona.

Ieri mattina al parco scientifico e tecnologico Vega la presentazione, alla quale hanno partecipato l’amministrazione delegato Tommaso Santini, il consigliere comunale alla Smart City, Luca Battistella, Gianfranco Gramola, direttore dell’International Inventors Exhibition, e poi i veri protagonisti, Alfonso D’Ambrosio, professore, insignito dal presidente della Repubblica del titolo di “Docente innovatore d'Italia 2015-2017” e Irene Scarpa, ricercatrice veneziana a Ca’ Foscari, inventrice del “Nanogel”, prodotto per la pulizia dei monumenti, e madrina della rassegna.

Tre i filoni principali attorno ai quali si sviluppa l’evento, al di là delle curiosità e del colore. Una parte dedicata ai diversamente abili e alla tecnologia in grado di facilitare la vita anche alle persone che incontrano più difficoltà. Di seguito il rapporto tra uomo, città e ambiente: come coltivare nello spazio? Un tema caldo, quello delle fattorie marziane, così come il recupero di siti industriali dismessi per creare serre, attuale in un’epoca tanto connessa ma in cui ci sono sacche di fame diffuse. E infine una parte che analizza il comparto edilizio e invenzioni legate, ad esempio, alla tecnologia antisismica.

«Quello che intraprendiamo qui a Venezia», spiega il direttore di D-Nest International Inventors Exhibition, «che è essa stessa frutto di inventiva e creatività umana, è un percorso di innovazione con un respiro di lungo periodo e un orizzonte sicuramente globale. L’appuntamento espositivo è un altro tassello che va a completare il progetto della piattaforma di condivisione D-Nest, dove D sta per development (sviluppo) e nest sta per nido. La presenza di innovatori provenienti da quattro continenti è sicuramente significativa dell’importanza che ha per tutti trovare spazi ed opportunità di futuro. Esprimere idee e divulgare il proprio progetto. Non c’è innovazione né futuro senza condivisione».

E ancora: «Dobbiamo abituarci a ritrovare quella fama di innovazione che ci ha sempre caratterizzato nel mondo: Leonardo, Marco Polo, Galileo, non si è mai arrivati, la fame deve ritornare».

«Oggi il mercato dell'innovazione è estremamente debole, manca la volontà di innovare, abbiamo una disaffezione a fare innovazione, lo si fa in Paesi come il nostro per opportunità e non per necessità», ha sottolineato l’ad del Vega, Santini, «occasioni come queste ci permettono di capire quali eccellenze ruotano attorno a questo mercato, dobbiamo tornare ad avere fame di innovazione».

L’auspicio del Vega è che questa vetrina si apra al mercato delle imprese del territorio. A plaudere all’iniziativa anche il consigliere Battistella: «Venezia è una piattaforma di connessioni e di rapporti e deve raccogliere anche questo nuovo tassello nel sito più opportuno che è questo, il Vega, piattaforma dell’innovazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA