«Dipendenti produttivi» Ca’ Farsetti come Toyota

di Enrico Tantucci

La formazione del personale affidata a una società esterna pagata dal Comune La Cgil: «Non abbiamo macchinari da gestire ma servizi da dare ai cittadini»

Un’impresa Comune. Era uno degli slogan della campagna elettorale di Luigi Brugnaro e il sindaco ora sta effettivamente applicando alla riorganizzazione della “macchina” comunale e al lavoro dei dipendenti i principi usati nelle aziende. A cominciare dal metodo Lean per lo sviluppo delle tecniche produttive e il lavoro di gruppo già adottato da tempo da aziende come la giapponese Toyota. E che ora, a quanto pare, sbarca anche a Ca’ Farsetti, una novità praticamente assoluta per gli enti locali.

È stato affidato infatti all’Istituto Lean Management - una società esterna a responsabilità limitata, che in Italia diffonde appunto il metodo Lean nelle aziende - il servizio di formazione del personale con uno stanziamento di 36.500 euro tra il 2016 e il 2017 per 27 giornate di formazione. Come si legge nella determina dirigenziale che autorizza l’iniziativa, si punta a «ridurre sistematicamente gli sprechi in tutti gli ambiti», attraverso «il miglioramento continuo dei processi e della qualità del prodotto», «il controllo e la progressiva riduzione dei costi di produzione», «la flessibilità di risposta alle esigenze del mercato», «il coinvolgimento e la motivazione delle persone». Ma il Comune, con i suoi circa tremila dipendenti, non è, evidentemente, la Fiat. E dunque si tratta di capire come questa metodologia verrà applicata ai comunali, iniziando con la formazione di direttori e dirigenti, che poi, a cascata, dovrebbero applicare il sistema agli altri livelli del personale. Forse Brugnaro, nel voler introdurre la novità, è stato anche influenzato dal fatto che come primo esempio significativo di “produzione” a flussi Womack e Jones - gli ideatori statunitensi del metodo Lean - individuano l’attività di costruzione di galee dell’Arsenale di Venezia.

Secondo il metodo Lean (in inglese “snello”), l’organizzazione produttiva aziendale deve realizzarsi per processi, senza soste o interruzioni.

«Il sindaco, a partire dalla campagna elettorale» dichiara Daniele Giordano segretario generale Cgil Funzione Pubblica «aveva detto che avrebbe valorizzato le risorse interne e i lavoratori dell’ente e invece sta continuando a mortificare i lavoratori e le competenze. È di poche settimane la riorganizzazione che doveva valorizzare competenze e professionalità e far funzionare al meglio la macchina comunale ed invece, per continuare la propaganda, il sindaco affida ad una società esterna il compito di riorganizzare la macchina comunale con il fantomatico metodo Toyota. Abbiamo assistito ad una confusa riorganizzazione del Comune che ha tolto poteri a soggetti importanti (Municipalità) portando confusione e che non dà risposte sui servizi ai cittadini (i servizi educativi). Non abbiamo macchinari o magazzini da gestire ma servizi ai cittadini. Se il sindaco avesse voluto fare una vera riorganizzazione poteva aprire un confronto con il personale del comparto e con la dirigenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA