Via Gramsci, riunirsi è vietato

di Filippo De Gaspari

Mirano. I residenti volevano incontrarsi per parlare dei problemi del quartiere: serve l’autorizzazione

MIRANO. Uno speaker’s corner, l’angolo degli oratori, a Mirano. A proporlo un gruppo di cittadini, pronto a lanciare questa mattina la celebre modalità londinese di discussione pubblica alle porte di via Gramsci, per parlare di insicurezza, degrado e delle notti brave del quartiere. Dal Comune però è arrivato l’altolà: ci sono spazi appositi e quello individuato pare non essere tra questi. Non se ne fa niente e così la novità della prossima campagna elettorale diventa già tema di scontro.

A promuovere la prima forma di dibattito aperta a tutti, una novità nel panorama locale, era stato un gruppo di cittadini di via Gramsci e Cavin di Sala. Avrebbe dovuto essere l’occasione per affrontare i temi caldi dell’estate in città: dall’urbanistica alla sicurezza, dalla viabilità ai servizi. L’appuntamento per chiunque avesse voglia di dire la sua era previsto alle 10 nel piazzale davanti al condominio Zanella, all’ingresso di via Gramsci. Per parlare in particolare di sicurezza, tema che ha caratterizzato negli ultimi mesi il dibattito proprio in via Gramsci e via Cavin di Sala, reduci da notti di vandalismi, violenze e degrado. Lo avevano anticipato i residenti e in particolare il gestore del “Bar...Collando”, che si sarebbe ripartiti dalle idee. La modalità? Uno “speaker’s corner”: il primo fu a Londra, a metà Ottocento, quando a causa della protesta che impediva l’apertura domenicale delle attività commerciali, i manifestanti cominciarono a esternare le proprie convinzioni in un punto preciso di Hyde Park, che divenne così luogo di dibattito. Ancora oggi lo speaker’s corner di Hyde Park è l’angolo delle proteste democratiche e soprattutto è diventato simbolo riconosciuto della libertà di parola.

A Mirano l’intenzione dei promotori è lanciarlo come presidio ricorrente di discussione nei prossimi mesi, in vista del voto di primavera. «All’incontro poteva presentarsi chiunque», spiega il portavoce del comitato di via Desman, Marino Dalle Fratte, uno dei promotori, «senza annunciarsi e per parlare di qualsiasi argomento. L’obiettivo è creare un dibattito sulle esigenze dei cittadini e parlare di problemi comuni della gente, non dei politici. Peccato che il Comune non sia d’accordo: venerdì ci hanno comunicato l’impossibilità di trovarci qui. Non ci facciamo intimidire, fisseremo una nuova data».

«Nessun diniego da parte della giunta o del sindaco», replica il primo cittadino Maria Rosa Pavanello, «i vigili hanno assegnato uno spazio per un banchetto in piazza, come avviene per tutte le associazioni che desiderano incontrare i cittadini». I residenti però restano perplessi: «Ma il luogo aveva un senso: era il nostro quartiere. La prossima volta faremo un’improvvisata. O dobbiamo chiedere l’autorizzazione anche per trovarci al bar solo perché l’aperitivo è occasione per far parlare la gente?».

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