Lido, sfila la rabbia dei 200 comunali

di Francesco Furlan

Flash-mob davanti ai pontili con sagome bianche e slogan. Brugnaro sul red carpet li gela: «Concessioni? Non se ne parla»

Decine di sagome bianche, in rappresentanza dei tanti dipendenti comunale e dei precari, e per ogni sagoma una storia, un messaggio per il sindaco Brugnaro. “Chiara, archivio generale, lavoro per il Comune di Venezia da 18 anni e sono rimasta in mutande”. O ancora: “Anna, ufficio anagrafe, sono precaria da 5 anni e a dicembre sarò senza lavoro”. E poi c’è Matteo “operatore culturale precario per il Comune di Venezia da 8 anni, con figli a carico. Da dicembre a casa senza reddito”. Circa 200 i lavoratori comunali che ieri alle 16.30 hanno raggiunto il Lido per un flash-mob a piazzale Santa Maria Elisabetta, organizzato da tutti i sindacati, dove per circa un’ora hanno anche rallentato il traffico, attraversando a rilento la strada sulle strisce pedonali proprio davanti ai pontili dell’Actv dopo aver abbandonato l’idea di raggiungere il red carpet.

I motivi del malcontento sono quelli per i quali le organizzazioni sindacali si battono da tempo. A partire da una “premessa fondamentale”, come la chiama Sergio Chiloiro, della Cgil Funzione pubblica. «Vogliamo ripristinare normali relazioni sindacali con l’amministrazione, relazioni che non ci sono perché oggi c’è un uomo solo al comando, e decide tutto lui». Nel merito al centro della contesa ci sono il destino di circa 150 precari, nei diversi settori, che dal 30 dicembre saranno a casa se il comune non trova le risorse necessarie, in sede di stesura di bilancio di previsione per il 2017; il contratto integrativo, che Brugnaro ha modellato sullo stile Toyota, con l’obiettivo di premiare i lavori che promuovo idee vincenti anche se, obiettano i sindacati, «nessuno ha ancora capito come verranno distribuite queste risorse» e poi la nuova organizzazione della scuola, con il Comune che vuole aumentare l’orario di apertura degli edifici «ma non ne ha parlato con i lavoratori che ne subiranno le conseguenze».

«Non c’è rispetto per il sindacato e il clima è pesantissimo», dice Chiara Scarpa del Diccap, ricordando come la dotazione organica, nel mondo scolastico, nonostante l’assunzione di 47 maestre precarie, sia ancora sottodimensionata. E Massimo Grel, della Cisl, chiede «un tavolo concreto, per un confronto serio con il riconoscimento del sindacato».

Dal sindaco Luigi Brugnaro però, dal red carpet, non arrivano segnali di apertura. «Quanti erano a protestare? E quanti sono in tutto i dipendenti comunali? Tremila, fate voi. Ci sono alcune persone che non si arrendono a capire che bisogna trattare senza polemiche». Ed entrando nel merito, sono possibili modifiche? «Non se ne parla».

©RIPRODUZIONE RISERVATA