«Non ha versato l’Iva» assolto il re del legno

Martellago: Giacomo Michielan accusato di non aver pagato 1,4 milioni nel 2010 Il giudice: «Il fatto non sussiste». Il legale: «Restituita la dignità di imprenditore»

MARTELLAGO. Mancato versamento dell’Iva, l’imprenditore Giacomo Michielan assolto dalle accuse della Procura di Venezia. Il “re del legno”, come molti lo conoscono, ha dimostrato di non avere alcuna responsabilità in merito alla presunta evasione. Il noto imprenditore, originario di Martellago e conosciuto in tutto il Veneto, è stato assolto con formula piena. In questi anni ha sviluppato un giro d’affari molto allargato che è arrivato anche alle rive del Piave. La Michielan Legnami srl, leader nel commercio mondiale dei legnami, a causa della crisi nel settore è stata costretta a trovare un accordo giudiziale con i numerosi creditori con la procedura di concordato preventivo. Il piano di concordato, omologato il 18 ottobre di quattro anni fa, è ancora attivo. La Procura ha nello specifico contestato a Michielan il reato previsto dall’articolo 10 ter del decreto legislativo 74 del 2000. Nella sua veste di legale rappresentante della ditta Michielan Legnami srl, non avrebbe versato l’Iva relativa al 2010, per un importo di oltre 1.400.000 euro.

Michielan, assistito dagli avvocati Luca Pavanetto del Foro di Venezia e Rosa Parenti del Foro di Treviso, si è allora difeso nel processo, riuscendo a dimostrare che il mancato pagamento contestato era per fatture comunque non riscosse. E ha dimostrato che la crisi di liquidità era stata affrontata anche con finanziamenti personali. Michielan ha depositato una richiesta di concordato prima della scadenza del pagamento dell’acconto Iva. Il Tribunale di Venezia, ascoltate le ragioni della difesa, ha infine assolto Michielan con formula piena, perché il fatto non sussiste ed è stata ordinata la restituzione di tutti i beni sequestrati all’imprenditore.

«Una pronuncia e un’assoluzione molto importante per il mio cliente», commenta l'avvocato Pavanetto dello studio legale di San Donà, «negli ultimi anni, Michielan è stato oggetto di un legittimo controllo da parte dell’autorità giudiziaria e di un’accanita azione promossa dagli istituti di credito. Questa sentenza dimostra che in realtà Giacomo Michielan è un imprenditore che, sacrificando ogni cosa, ha dovuto fare i conti con il mostro della crisi. Crisi che ha combattuto con lealtà e correttezza. Questa sentenza restituisce al nostro assistito la piena dignità di uomo e imprenditore».

Giovanni Cagnassi

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