La storia

Mirano, anguria “vietata” dalla ciclabile

di Filippo De Gaspari

La sosta delle auto per l’acquisto ora è impossibile, gestore beffato e arrabbiato

MIRANO. Nuova pista ciclabile in via Cavin di Sala, insorge anche il titolare dell’anguriara. Non bastava la rivolta dei ciclisti, costretti a invadere la strada o a salire sul marciapiede per via della auto ferme in sosta per l’acquisto del cocomero.

A lamentare disagi e un calo degli affari è lo stesso titolare dello stand. Secondo Marcellino Lovato che gestisce da anni la rivendita di frutta di stagione nei mesi più caldi dell’anno, di fronte all’istituto superiore Ponti, da quanto è stata tracciata la linea gialla a terra sono solo problemi: «È sempre stata data ai nostri clienti la possibilità di sosta temporanea a bordo strada per l’acquisto della frutta: adesso se lo fanno rischiano la multa perché non si può parcheggiare sulla ciclabile», spiega.

«Ma è un controsenso: siamo stati autorizzati a vendere frutta in quel posto, che ci viene riservato da anni, il 7 giugno scorso e il 24 dello stesso mese il Comune ci ha tracciato la ciclabile davanti alla bancarella. Dove si può fermare ora la gente a comperare un’anguria di diversi chili?». Secondo Lovato i lavori potevano aspettare, ma soprattutto potevano essere fatti molto più a regola d’arte.

«Perché in fondo», spiega, «questa pista ciclabile è tutto fuor che sicura: in poche centinaia di metri ci sono due fermate dell’autobus per parte, cassonetti davanti ai quali si fermano e auto per gettare la spazzatura. I ciclisti protestano, ma non posso essere io a farne le spese. L’anno prossimo hanno detto che ci sposteranno, ma ora?». Lovato ne ha già parlato con il Comune e i vigili, la soluzione però non è arrivata e adesso ha deciso di scrivere al governatore Zaia.