Bilancio, sanzioni sì ma con lo sconto

di Francesco Furlan

Il testo approvato alla commissione Bilancio prevede una riduzione del 70 per cento. Per ora irrisolto il nodo del personale

Da 18 a 5,4 milioni di euro. Si riducono al 30% le sanzioni del Comune di Venezia per lo sforamento del patto di stabilità nel 2015 mentre resta, almeno per ora, il divieto di nuove assunzioni con uno spiraglio che, lunedì prossimo, potrebbe aprirsi per operatrici e maestre degli asili nido e delle scuole materne. È quanto emerge dalla commissione Bilancio dove sono in discussione gli emendamenti al decreto legge sugli Enti locali che la settimana prossima approderà alla Camera, per un successivo passaggio al Senato. Ieri la commissione Bilancio ha approvato un emendamento sintesi dei vari testi presentati da parlamentari ma non sono stati oggetto di discussione quelli specifici su Venezia, per cui potrebbero esserci ulteriori novità.

Per il momento il testo votato ieri prevede che per i Comuni - Venezia compreso - che non hanno rispetto il patto di stabilità la sanzione venga applicata nella misura del 30% «della differenza tra il saldo obiettivo del 2015 e il saldo finanziario conseguito nello stesso anno». Ca’ Farsetti quindi si troverebbe di fronte a una sanzione di 5,4 milioni di euro al posto di 18. In un altro passaggio del testo si legge anche che la sanzione è «ridotta di un importo pari alla spesa per edilizia scolastica sostenuta nel 2015». Gli uffici di Ca’ Farsetti ieri pomeriggio si sono messi a fare i conti per capire di quale altro “sconto” si potrebbe quindi godere. «Cinque milioni sono sempre meglio di 18», spiega l’assessore al Bilancio, Michele Zuin, «ma restiamo cauti, anche perché restano le preoccupazione per il personale». E anche perché i tempi sono stretti, visto che entro il 31 luglio Ca’ Farsetti deve presentare e votare l’assestamento di bilancio. Con il rischio che, in attesa del voto del Senato alla conversione del decreto legge sugli Enti locali il Comune si trovi costretto a scrivere un bilancio con tagli per 18 milioni, per poi aggiustare il tiro.

Altro nodo da risolvere resta il personale. Il testo approvato ieri in commissione spiega infatti esplicitamente che le modifiche sono ammesse «ferme restando le rimanenti sanzioni», relative ad esempio al blocco dell’assunzione del personale. Uno spiraglio potrebbe aprirsi lunedì quando la commissione discuterà il caso Venezia e un altro emendamento, presentato da Michele Mognato (Pd) e altri, per permettere quanto meno l’assunzione di personale per asili nido e scuole materne, così da evitare l’accorpamento o la chiusura dei servizi all’infanzia. «La riduzione delle sanzioni è un primo passo», dice Mognato, «ora speriamo di riuscire a intervenire anche sul personale scolastico». Critico Marco Da Villa (M5S) secondo il quale si poteva fare di più perché il Comune dovrà comunque tirare la cinghia, cosa che non sarebbe accaduta se la commissione avesse approvato l’emendamento del M5S che esentava dalle sanzioni i Comuni usciti dal Patto per crediti non riscossi da Enti pubblici; Venezia avanza 30 milioni di euro da Regione e governo.

Per ora inoltre «rimane la sanzione sul blocco delle assunzioni, eliminata in passato all'amministrazione Orsoni e al commissario Zappalorto, che negli anni scorsi ha permesso di alleggerire gli effetti dello sforamento sui dipendenti e su alcuni servizi ai cittadini che richiedevano assunzioni di personale a tempo determinato», dice Da Villa, «ma il sindaco si chiama Luigi Brugnaro e quindi per lui nessuna agevolazione. Il giudizio sull'amministrazione da parte del M5S è decisamente negativo, ma ciò non giustifica una disparità di trattamento così plateale: le istituzioni non si dovrebbero usare per penalizzare i cittadini e i lavoratori col pretesto di colpire altre forze politiche».

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