PROSTITUZIONE

Soltanto una prostituta su quattro esercita sulla strada

di Carlo Mion

Ci sono una sessantina di lucciole a Mestre e terraferma, una ventina tra Jesolo e San Donà Ma quelle censite tra le mura domestiche e nei centri massaggi sfiorano le 400

MESTRE. Dati certi sulla presenza di prostitute in provincia di Venezia non ce ne sono perché da almeno due anni non c’è un monitoraggio serio dei luoghi deputati a questo fenomeno. L’ultimo risale ad alcuni anni fa e venne svolto dai servizi sociali del Comune di Venezia. Comunque sia la regola fondamentale che governa il fenomeno a livello nazionale è applicabile anche alla nostra provincia: i tre quarti della prostituzione, in questo momento, sono rappresentati dalle donne e dai trans che lavorano in casa. Quella visibile in strada, quindi, è la parte meno consistente.

Come in tutte le zone turistiche il litorale veneziano è interessato alla prostituzione nei mesi estivi e in particolare tra luglio e agosto. Più stabili i valori per Mestre e la terra ferma.

Mestre e terraferma. Sono state censite sulle strade della prostituzione mestrina una sessantina di persone. Mediamente ogni sera, sono in strada una trentina tra prostitute e trans. La maggiore densità di "lucciole" è presente in via Fratelli Bandiera con una media di 12-15 ragazze e alcuni trans. Sul Terraglio la pressione delle forze dell'ordine da tempo ha allontanato le ragazze spostandole soprattutto in provincia di Treviso.

Già dall'anno scorso il numero di ragazze sulle strade era in diminuzione. Nel 2013 le ragazze erano 106, mentre lo scorso anno 77 e nel 2014 erano 71. Il fenomeno della prostituzione interessa principalmente giovani donne provenienti in particolare da Bulgaria, Romania, Ungheria, Cina e Albania e Nigeria. Solo quattro le italiane censite mentre i trans provengono da Equador, Perù e Colombia. L'età delle prostitute è compresa tra i 18 e i 59 anni, con un età media nella zona del Terraglio di 25 anni, nella zona di Marghera di 27 anni e nella zona di via Piave di 46 anni.

I vari gruppi si sono spartiti i marciapiedi. A Marghera prevalgono le prostitute bulgare (84%); sul Terraglio le romene (61%) e le ungheresi (29%); nel Rione Piave le cinesi (55%) che sono più presenti comunque nelle case più che nelle strade. Il dato del 2015 è in linea con i dati del 2014 ma si nota un aumento di prostitute di nazionalità bulgara (passate da 31 a 40) mentre le rumene sono diminuite (da 17 a 13).

Trend in linea anche nei primi cinque mesi di quest'anno. Le prostitute ungheresi sono passate da 2 a 9. Le cinesi crescono: dall'unica in attività nel 2013 si arriva alle 6 del 2015 ma erano 8 nel 2014. Ora sono ancora 6. Presenza stabile di tre lucciole anche in via Sernaglia. Si calcola poi che al chiuso a Mestre e terraferma lavorino all’incirca 180 prostitute distribuite tra appartamenti privati e i cosiddetti centri massaggio.

Sesso e mare sul litorale. Jesolo e rimane la capitale del sesso sul litorale. In particolare in zona sono molto attive le donne e le trans che lavorano in appartamento. Per quanto concerne la strada si possono incontrare ragazze in via Roma Destra, mediamente sono una decina con punte di quindici.

Per la gran parte si tratta di bulgare che arrivano dalle vicine città per lavoro. Di sicuro nei tre mesi estivi sono parecchie quelle che lavorano in appartamento. L’ultimo report ne indicava un centinaio. In questo caso, il rapporto un quarto in strada il resto in appartamento non vale più e il rapporto aumenta a favore della prostituzione al chiuso.

Tra Musile e San Donà si possono incontrare 5-6 ragazze lungo la Triestina mentre al chiuso sono una cinquantina. Praticamente inesistente la prostituzione in strada nelle altre località turistiche, mentre quella in appartamento è meno presente rispetto a Jesolo.

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