PATTO DI STABILITA'

Quattrocento comunali in corteo a Mestre: ultima chance per evitare le sanzioni

di Francesco Furlan

Parlamentari Pd e Cinque stelle hanno presentato alcuni emendamenti al decreto legge sugli Enti Locali - per limitare le sanzioni - la cui discussione inizia martedì nella commissione Bilancio della Camera.

MESTRE. Circa quattrocento dipendenti comunali oggi, lunedì 11 luglio, all’ora di pranzo hanno sfilato dal centro culturale Candiani alla sede del municipio di Mestre rivolgendo un appello al governo per l’approvazione di una norma Salva-Venezia che permetta di limitare le sanzioni di 18 milioni di euro conseguenti allo sforamento del patto di Stabilità, e per protestare contro l’amministrazione comunale e il sindaco Luigi Brugnaro sul mancato dialogo per le nuove norme sulle distribuzione del premio di produttività.


Dopo aver sfilato fino al Municipio il corteo di lavoratori, organizzato da tutte le sigle sindacali, ha raggiunto piazzetta San Girolamo dove i dipendenti pubblici hanno incontrato i parlamentari veneziani Michele Mognato e Delia Murer del Pd e Marco Da Villa del Movimento 5 Stelle. I tre parlamentati hanno spiegato di avere presentato alcuni emendamenti al decreto legge sugli Enti Locali - emendamenti che vanno tutti nella direzione di limitare le sanzioni - la cui discussione inizia domani nella commissione Bilancio della Camera. Con oggi inizia quindi la settimana decisiva: dopo la discussione in commissione il testo arriverà in aula lunedì prossimo.

L'ultimo treno: le richieste dei comunali



Se il Comune fosse costretto a pagare i 18 milioni previsti le conseguenze sarebbero sul piano dei servizi sociali - con il rischio di chiusure o accorpamenti sul fronte degli asili nido e delle scuole materne per la mancanza di maestre - e del personale, con l’impossibilità di nuove assunzioni e contratti (sono circa 300 i lavoratori precari a rischio) e la mancanza dei fondi per il premio di produttività. Sul fronte del rapporto con l’amministrazione i rappresentanti sindacali hanno invece attaccato il sindaco per aver chiuso le porte al dialogo sulla distribuzione delle produttività - che il sindaco vorrebbe vincolare alla presentazione di progetti e idee da parte dei dipendenti - e sulla organizzazione del lavoro. Un nuovo presidio di protesta è in programma per giovedì prossimo, in municipio a Mestre, in concomitanza con la seduta del consiglio comunale.