Soprintendenze, si cambia da lunedì via alla riforma

Unificati beni culturali, paesaggio e archeologia. I 39 dirigenti hanno firmato il contratto, martedì sono stati ricevuti dal ministro. Insediata Emanuela Carpani

LUOGO. Al via le nuove soprintendenze «uniche». Che si occuperanno di archeologia, beni culturali e paesaggio. Il 30 giugno i nuovi soprintendenti (sono 39 in tutta Italia più i due speciali dei siti archeologici di Pompei e del Colosseo) hanno firmato il nuovo contratto con il ministero. Il 5 luglio sono stati ricevuti a Roma dal ministro per i Beni culturali Enrico Franceschini. E lunedì prossimo saranno operativi.

Si realizza la seconda parte della riforma del ministero approvata lo scorso anno dal governo Renzi. «Avremo così un rafforzamento dei presidi di tutela su tutto il territorio nazionale», ha detto il ministro Franceschini.

«Le Soprintendenze», ha detto il ministro ai nuovi dirigenti, «semplificheranno inoltre i servizi per i cittadini e le imprese: ogni nuova Soprintendenza parlerà con voce unica e verrà articolata in sette aree funzionali (organizzazione e funzionamento; patrimonio archeologico; patrimonio storico e artistico; patrimonio architettonico; patrimonio demoetnoantropologico; paesaggio; educazione e ricerca) che garantiscono una visione complessiva dell’esercizio della tutela, assicurando anche la presenza delle specifiche professionalità». 

I nuovi soprintendenti del Veneto sono stati nominati dalla nuova direttrice generale, Caterina Bon Valsassina, già direttrice dell’Istituto del restauro e soprintendente al Polo museale veneziano negli anni scorsi.

Sono Fabrizio Magani che si occuperà dell’area veronese, Andrea Alberti per il Veneto Orientale, Emanuela Carpani a Venezia. A Venezia resta anche Renata Codello, ex soprintendente di palazzo Ducale, poi a Roma, che si occuperà di bilancio e gestione dei finanziamenti andando a dirigere l'Ufficio regionale del Mibac.

Sarà lei a presiedere le riunioni in qualità di stazione appaltante, anche se non avrà più competenze dirette riguardo alla tutela. La prima conseguenza della riunificazione degli uffici è che la sede del soprintendente archeologico regionale sarà adesso a Venezia e non più a Padova. E che gli architetti di palazzo Ducale diretti da Emanuela Carpani si occuperanno non soltanto di tutela dei monumenti e del paesaggio ma anche di archeologia. Un settore particolarmente ricco nell'area veneta e in laguna, con grandi possibilità a cominciare dal mai realizzato museo archeologico della laguna. per cui erano stati stanziati i fondi e trovata la sede (il Lazzaretto Vecchio, restaurato dallo Stato con i fondi della Legge Speciale». Più semplicità dunque.

Alberto Vitucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA