Droghe sintetiche per i rave party in quattro patteggiano la pena

Musile. In un casolare di Millepertiche i carabinieri avevano trovato un vero e proprio “laboratorio” Ognuno dei quattro imputati dovrà pagare anche una multa, il quinto è stato rinviato a giudizio

MUSILE. Nel casolare di Millepertiche i carabinieri, sei mesi fa, avevano trovato un laboratorio per produrre droghe sintetiche e parcheggiato poco distante un camper, all’interno del quale erano nascoste le sostanze stupefacenti da portare nelle feste o, meglio, nei rave party ai quali partecipavano. Ieri, gli avvocati Andrea Angeletti, Marta Gambarotto, Mario Mazzoccoli, Tiziana Ceschin e Riccardo Fattori hanno raggiunto l’accordo con il pubblico ministero di Venezia Raffaele Incardona e, alla fine, il giudice Alberto Scaramuzza ha letto la sentenza: hanno patteggiato una pena di due anni di reclusione ciascuno Renato Furlanetto (34 anni, Musile) e Valentino Fontanive (30, Rivamonte Agordino), un anno e sei mesi Davide Onofrio Martucci (30, Caserta) e un anno e quattro mesi Giulia Gasperini (22, Rovereto).

Ognuno di loro, inoltre dovrà pagare multe che variano da quattromila a tremila euro. Infine un quinto imputato, il torinese Salvatore Greco (24 anni), è stato rinviato a giudizio per gli stessi reati e sarà processato il 22 settembre prossimo.Ad attirare l’attenzione dei carabinieri su quel casolare di via Forcassona erano stati i vicini, che si lamentavano per il chiasso e il via vai di giovani. Dopo qualche giorno e capito di che cosa poteva trattarsi, il 29 gennaio, i carabinieri avevano compiuto una visita con perquisizione, dentro il casolare avevano trovato i cinque giovani poi arrestati. Nell’abitazione di proprietà di Furlanetto c’erano 65 grammi di hashish, già diviso in dosi da circa un grammo ciascuna, pronte per la vendita; otto dosi per circasei grammi di metanfetamina; circa 160 grammi di ketamina, anch’essa divisa in varie dosi; nel camper di Fontanive c’erano 197 grammi di hasish; alcuni grammi di metanfetamina, altri di marjiuana, tracce di cocaina. Inoltre, era in possesso di un’arma impropria, una taser elettrico che rilascia scariche in grado di stordire.

Inoltre, nel casolare Furleanetto teneva alcune sostanze chimiche, come il magnesio, l’ammoniaca, l’aceto nitrile, l’acido solforico e quello idrocloridico, che solitamente vengono utilizzate per produrre sostanze stupefacenti chimiche, le stesse che poi sono state ritrovate già prodotte. Pochi giorni dopo l’arresto quattro dei cinque giovani erano stati scarcerati, in cella era rimasto soltanto il proprietario del casolare, Furlanetto, che comunque ieri è stato scarcerato, visto che il giudice veneziano ha concesso la sospensione condizionale della pena a tutti.

Giorgio Cecchetti

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