Ex Vida, richiesta di vincolo raccolte già mille firme

Le associazioni Omnia, il Caicio, About l’hanno presentata alla Soprintendenza per evitare la vendita voluta dalla Regione: è stato anche il teatro di Anatomia

La richiesta è stata protocollata in Soprintendenza, per chiedere che imponga il vincolo sull’ex Vida, l’edificio che affaccia su campo San Giacomo dall’Orio che la Regione ha messo in vendita per fare cassa. Un vincolo «per la rilevanza storica, scientifica, culturale» dell’immobile che ne impedirebbe la trasformazione d’uso ad albergo, destino di gran parte degli edifici che il Pubblico ha messo in vendita in questi anni.

La richiesta di vincolo è l’ultima “pensata” di tre battagliere associazioni culturali - Omnia, About, Il Caicio - che da settimane stanno cercando di mobilitare i veneziani e le forze politiche affiché l’ex Vida rimanga un bene pubbico: non perché resti solo la sede dell’Organismo culturale-ricreativo dei dipendenti della Regione, ma perché ritrovi la sua storia, quella di essere stata il primo “teatro stabile di anatomia” di Venezia.

«L’immobile», spiegano le tre associazioni nel testo della petizione online che si può ancora firmare sulla piattaforma change.org, ma anche nei negozi della zona e che ha superato le mille adesioni, «viene impropriamente chiamato “ex Vida” per la presenza per un certo tempo di un’osteria di tipo familiare, ma è stato per quasi due secoli sede del primo teatro stabile di anatomia della città di Venezia e dalla seconda metà del ‘700 in poi di una scuola di ostetricia, un luogo quindi fondamentale nella storia dell’emancipazione femminile, essendo la professione di levatrice e ostetrica tra le pochissime aperte alle donne. Inoltre, il teatro anatomico ospitò per quasi due secoli i prestigiosi Collegi dei medici fisici e dei chirurghi, lo “Studium”, ovvero la scuola per i diplomi in Medicina e Chirurgia, gli archivi e la biblioteca delle due istituzioni mediche che finalmente dalla metà del ’600 ebbero una sede stabile. Bruciato nel gennaio del 1800, l’edificio, di cui rimasero in piedi alcune sue strutture seicentesche, proprio per la sua importanza e valore simbolico per la città e per la storia della medicina veneziana, fu ricostruito in pochissimo tempo grazie a generose donazioni da parte dei maggiorenti di tutta la città». Nel corso del 2015 le tre associazioni avevano presentato alla Regione un programma per aprire alcuni spazi a progetti di pubblica utilità, come la creazione di un Centro di documentazione della storia e delle tradizioni popolari veneziane e venete, tanto che c’erano stati anche incontri con gli uffici: poi la sorpresa della messa in vendita del Teatro anatomico, per 1,1 milioni di euro. (r.d.r.)