sanità e tecnologia

Stop a Facebook e selfie in ospedale: l'Asl di San Donà vara il regolamento per i dipendenti

di Giovanni Cagnassi

L'azienda sanitaria è tra le prime in Italia a varare un codice di comportamento. Vietato parlare sui social network di questioni lavorative, Facebook va usato fuori dell'orario di servizio

SAN DONA'. Utilizzo improprio dei social network, dipendenti dell'Asl 10 sotto stretta osservazione. Dopo i casi di selfie al lavoro, con pazienti riconoscibili, commenti o critiche del personale sanitario su pazienti e colleghi e altre situazioni fuori controllo per l'utilizzo dei social in tutta Italia, l'azienda del Veneto Orientale è corsa ai ripari. Già i computer sono inibiti e non possono essere utilizzati, ma ci sono anche cellulari e smartphone da controllare sul posto di lavoro. Così nasce Social Media Policy, sulla scia delle direttive del segretario della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Luigi Conte, il quale ha dichiarato che "i social network vanno utilizzati con grande ponderatezza".

L'Asl 10 è tra le prime aziende sanitarie italiane a produrre un documento che stabilisce le disposizioni generali sull'utilizzo improprio dei social e il codice di comportamento del personale che ne disciplina l'utilizzo. Previsti richiami e sanzioni disciplinari. "Una pubblica amministrazione al passo con i tempi non può esimersi nello sfruttare questi nuovi canali di informazione", spiega il direttore generale, Carlo Bramezza, "infatti dal 2013 l'Asl 10 è su Twitter, su Facebook, su YouTube, io stesso ho un profilo personale su Facebook. E' noto a tutti quanto sia aumentato l'utilizzo di queste comunità virtuali e proprio per questo motivo, per evitare conflitti, leggerezze, per tutelare l'utenza, evitare la nascita di account fasulli o di dubbia riconducibilità all'istituzione, è necessario tracciare delle regole che non intendono limitare la libertà di espressione ma disciplinano l'utilizzo dei social da parte del personale aziendale".

Non si potranno istituire profili che generino equivoci o si confondano con quelli gestiti dagli organi aziendali. Precluso l'utilizzo di logo e ragione sociale aziendali che potranno essere pubblicati previa autorizzazione della direzione generale. Vengono inoltre definite le "regole d'ingaggio" nell'utilizzo delle comunità virtuali da parte del personale. La "Social media policy" dell'Asl 10 distingue due casi specifici: l'uso in rappresentanza dell'Azienda, autorizzato, con accesso mediante account istituzionale, dove il personale agisce per conto dell'ente, e l'uso privato, dove la persona accede a un social network con un account personale per i propri interessi. In questo caso viene considerato che la persona può essere identificata dagli utenti del social network come un dipendente dell'azienda e, come tale, deve impegnarsi a mantenere un comportamento corretto. Già la normativa specifica prevede dei vincoli nei diversi ruoli in azienda: dal segreto d'ufficio alla riservatezza dei dati. Il personale è dunque invitato ad astenersi nell'affrontare questioni lavorative specifiche o tematiche che rischino di violare principi fondamentali della professione. C'è poi il preciso richiamo nell'utilizzare i social network fuori dell'orario di servizio. E infine i casi di diffusione di immagini legate all'ambiente lavorativo, motivo di violazione dei principi professionali.