Il “sindaco della notte” per la movida jesolana

Zoggia vuole importare l’idea che sta avendo molto successo ad Amsterdam «Una figura delegata per gestire i problemi di questo settore fondamentale»

JESOLO. “Sindaco della notte”, Jesolo guarda ad Amsterdam e si prepara a introdurre una nuova figura di controllo e coordinamento della movida notturna. Il sindaco, quello vero, Valerio Zoggia, ha appreso dell’iniziativa che ha avuto successo nella città olandese dove il “nachtburgemeester” è una realtà consolidata, sostenuta dal mondo della notte, le associazioni di categoria, le discoteche, con una schiera di giovani volontari che pattugliano strade e piazze con tanto di pettorina.

Associazioni di categoria, mondo della notte addirittura finanziano, assieme al Consiglio comunale della città, questo progetto che ha migliorato molto la vita notturna in una città molto vivae come Amsterdam. Ora tutto è cambiato e il “sindaco della notte”, Mirik Milan, è uno dei protagonisti del cambiamento grazie a controlli massicci e la valorizzazione del mondo della notte che ad Amsterdam garantisce ogni anno fatturati milionari: 600 milioni solo dalle discoteche con 13 mila posti di lavoro. Jesolo non è Amsterdam, ma in pienissima stagione forse potrebbe anche superarla.

«Credo che quella di Amsterdam sia davvero una bella e intelligente idea», dice Zoggia, «che anche a Jesolo potrebbe presto essere adottata, in chiave magari un po’ differente. Penso a una delega specifica per il mondo della notte, quindi senza comportare altre spese per il Comune, che potrebbe essere attribuita magari a uno degli assessori che più conosce questo mondo e sa come affrontarlo e migliorarlo. Sarebbe un segnale importante per tutto il mondo della notte a Jesolo che è sicuramente fondamentale per la nostra economia. Vedremo cosa ne pensano le associazioni di categoria e il mondo delle discoteche, se ci sarà un interesse dei giovani in merito come accaduto ad Amsterdam, dove tanti ragazzi si danno il turno la notte, pattugliando la città volontariamente per dare informazioni e collaborare con le forze di polizia. Sarebbe una valore aggiunto per la nostra città, che vanta una lunga tradizione quale capitale europea del divertimento notturno e della movida».

L’obiettivo non è certo la censura o il coprifuoco, ma contemperare le esigenze di tutti: quelle dei residenti e degli operatori, quelle delle numerose attività e anche di chi viene in città per divertirsi e magari cercare un po’ di sballo, che però non deve accedere o ledere altri diritti che sono dei residenti e di chi lavoro o ancora di chi è in vacanza e chiede di poter dormire e vivere tranquillo il proprio soggiorno a Jesolo.

Giovanni Cagnassi

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