Addio a Veronese poliziotto rispettato anche dai banditi

di Mitia Chiarin

Il soprintendente aveva 57 anni e lavorava alla Mobile Indagò su rapine e borseggiatori, mercoledì i funerali

Lutto alla Questura di Venezia: giovedì scorso, a causa di una grave malattia, è morto il sovrintendente Ivo Veronese, che era stato in servizio per anni alla Squadra Mobile lagunare. Il sovrintendente di polizia aveva 57 anni; si era arruolato in polizia nel novembre 1987 e dopo aver frequentato il corso Allievi Agenti presso la Scuola “Casal Lumbroso” di Roma, era stato assegnato al Compartimento della Polizia postale di Venezia, addetto ai servizi di vigilanza e prevenzione in quell’ambito. Dal giugno 1993 è stato invece assegnato alla Squadra Mobile della Questura di Venezia, e da subito si è brillantemente distinto raggiungendo ottimi risultati nel contrasto di gravi reati contro il patrimonio, commessi da pericolosi criminali anche con l’uso delle armi da fuoco. Dalla Questura, infatti, ricordano il suo «fattivo ed instancabile impegno professionale, che ha consentito alla Squadra Mobile di Venezia di sgominare una nutrita banda di rapinatori che imperversava in tutto il Veneto, specializzati negli assalti a mano armata ai danni di istituiti bancari, oreficerie e rappresentati orafi».

Negli ultimi anni sempre alla Squadra mobile veneziana, Veronese era stato impegnato nel contrasto della criminalità diffusa, «ottenendo anche in questo ambito ottimi risultati». E infatti i colleghi della Questura lo ricordano anche tra i cosidetti “falchi”, la squadra di poliziotti della Mobile che si occupa di fenomeni predatori e microcriminalità; sempre a caccia di borseggiatori e piccoli rapinatori, sia sui vaporetti che nei mercati di Mestre, a strettissimo contatto con la gente.

«Amava il suo lavoro e lo faceva con serietà. Al lavoro in ufficio ha sempre preferito il lavoro sulla strada, a stretto contatto con le persone. E anche i malviventi gli portavano rispetto perché lui anche con loro si è sempre comportato in maniera rispettosa. Ci mancherà tantissimo», lo ricorda Diego Brentani, segretario del sindacato di polizia Siulp. Ivo Veronese faceva parte del direttivo del sindacato ed era il referente per il Siulp della Squadra mobile di Venezia.

Nel primo pomeriggio del 24 marzo, giovedì scorso, la grave malattia che lo affliggeva da circa un anno, alla fine ha avuto la meglio e lo ha strappato all’affetto della moglie, dei familiari, degli amici e colleghi. Lasciando in Questura un grande senso di vuoto.

La cerimonia funebre per l’ultimo saluto al sovrintendente Ivo Veronese si svolgerà alle 15.30 di mercoledì 30 marzo nella chiesa del Sacro Cuore di via Aleardi 61, a Mestre, città dove viveva con la moglie.

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