Portogruaro

Disoccupato, mano nella mano con la figlia per il pranzo

di Rosario Padovano

L'uomo, rimasto senza lavoro, si è presentato con i documenti che comprovavano il suo stato al ristorante "La Fata", dove Tamara Piccolo ha deciso di offrire i pasti a chi non ha più un reddito. E lei gli ha servito un pranzo con i fiocchi

PORTOGRUARO. Si sono presentati i primi bisognosi nel ristorante La Fata, in zona industriale a Summaga. Qui c’è infatti l’attività di Tamara Piccolo, che ha voluto lanciare un’iniziativa benefica che regala un pranzo alle persone che non hanno un posto di lavoro. Si sono presentati con fare discreto, con la cartellina piena di documenti che attestano il loro status di non occupati. Erano un padre che è stato accompagnato, forse per vincere la vergogna, dalla figlia. Si sono presentati mano nella mano. E continuano, inoltre, ad arrivare contributi spontanei di persone che vogliono dare una mano, vogliono partecipare alla raccolta solidale, vogliono contribuire ad acquistare le derrate alimentari.Ogni giorno Tamara Piccolo si ritrova con la cassetta della posta colma di buste con all’interno banconote da 20, 30 o 50 euro. «Non credevo che con questa mia iniziativa suscitassi l’interesse di decine e decine di persone», ha ammesso Tamara Piccolo, conosciuta anche come Apache per il suo carattere energico e battagliero quando affronta le difficoltà della vita, «io sono convinta che se ognuno di noi può portare un contributo concreto di crescita, alla fine si possono risolvere un po’ di problemi».

Ristoratrice offre un pasto a chi è rimasto senza lavoro

Lì dove non arriva la politica, probabilmente, può arrivare la gente comune. Cioè noi. Tamara Piccolo la pensa così da sempre. «Ho deciso di offrire un pasto ai disoccupati perchè ritengo che momenti difficili li possiamo attraversare noi tutti. Tre anni fa - ha voluto ricordare - mio padre è rimasto senza lavoro, e quindi conosco bene queste difficoltà. Ognuno di noi può avere un familiare alle prese con problemi lavorativi. Dobbiamo aiutarli. Dobbiamo aiutarci». Si è riempito il cuore di gioia, ma di sofferenza al momento stesso, quando si sono presentati lo scorso fine settimana i primi disoccupati. Tamara Piccolo fin da subito aveva spiegato che c’era per loro tutto il posto che volevano, in quanto lei stessa in famiglia aveva sofferto per un’analoga situazione. «Mi sono convinta ad offrire un pasto caldo ai non occupati perch\{ so cosa stanno provando. Infatti mio padre tre anni fa rimase senza lavoro. Fu una situazione tremenda, che riuscimmo a superare». Stupisce poi in senso positivo, il fatto che i cittadini comuni abbiano sposato l’iniziativa di Tamara Piccolo facendosela loro. In un mondo dove non si è più sicuri da nessuna parte questo messaggio da goccia può trasformarsi in un mare.