Il caso

Radicchio, quattro clandestini al lavoro

Erano sfruttati da una cooperativa agricola di Verona che operava in appalto per una ditta di Scorzè

Quattro clandestini al lavoro sui campi di radicchio. Irregolari, sfruttati, trasportati quotidianamente dai loro “caporali” fra Verona - dove ha sede legale la cooperativa che dava loro lavoro - e Fanzolo, frazione di Vedelago dove si trovano i terreni coltivati.

Anche la filiera di uno dei prodotti di punta della provincia di Treviso cade - e malamente - nella rete dei controlli dei carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro.

Tra le tante attività controllate negli ultimi giorni c’è, infatti, anche una cooperativa agricola con sede legale a Verona e area produttiva a Fanzolo, che lavora in appalto per una ditta di Scorzè. Il gestore dell’azienda agricola è un cittadino marocchino, connazionale dei quattro clandestini sorpresi al lavoro. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Treviso, i lavoratori venivano portati ogni giorno da Verona a Vedelago per lavorare sui campi coltivati a radicchio. Nessun contratto di lavoro, nessun permesso di soggiorno, turni massacranti e ore di strada ogni giorno: condizioni palesi di sfruttamento e violazioni gravi anche dal punto di vista penale, con l’accusa di sfruttamento della manodopera clandestina a carico del responsabile dell’azienda agricola.

Secondo quanto riferito ieri dai carabinieri nel corso di una conferenza stampa, sui campi di Fanzolo,- si coltivava radicchio variegato di Chioggia.

Solo un lavoratore in regola, lì a Fanzolo, mentre gli altri quattro erano irregolari e clandestini: questo lo scenario che si è presentato dopo le verifiche condotte dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Treviso, con il supporto delle compagnie di Treviso, Castelfranco e Conegliano. L’operazione, condotta nei giorni scorsi, ha messo nel mirino non solo l’azienda agricola in questione, bensì anche altre attività nel settore delle confezioni tessili e della ristorazione. Complessivamente sono stati sorpresi tredici lavoratori in nero di cui sei clandestini e sono state applicate quattro sospensioni dell’attività imprenditoriale, compresa l’azienda di Vedelago e Verona. Tutti i lavoratori clandestini verranno espulsi dal territorio italiano. Le sanzioni applicate ammontano complessivamente a 79 mila euro. Le persone denunciate alla Procura della Repubblica di Treviso sono dodici. «Sono stati informati Inps e Agenzia delle entrate», spiegano ancora i carabinieri, «per i recuperi contributivi e la verifica di eventuali ipotesi di evasione fiscale». (f.p.)