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Il virus Cryptolocker fa strage. La polizia: "Ecco cosa dovete fare"

Nuova ondata di denunce per la trappola informatica che prende in ostaggio i dati dei computer e chiede un riscatto per restituirli

VENEZIA. Negli ultimi giorni la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha registrato una nuova ondata di attacchi attraverso invio di mail contenenti il già noto virus Cryptolocker, che imperversa ormai da un po’ di tempo sul web. Un virus sempre più aggressivo e giunto al suo terzo “aggiornamento”. È un vero e proprio incubo informatico, che sta colpendo migliaia di persone, che si ritrovano all'improvviso con il computer paralizzato e una finestra beffarda che ti dice: se vuoi riavere i tuoi dati devi pagare 500 (ma se non paghi subito si sale a 1000) bitcoin, una moneta virtuale gestita da circuiti di exchanger che rilasciano bitcoin in cambio di versamenti con la carta di credito. Attualmente, un bitcoin equivale a circa 217 euro. Sono centinaia anche nella nostra provincia le vittime degli attacchi. 
 
Ni mesi scorsi l'allarme era stato lanciato anche da Europol, il supercomando delle polizia dell'Unione europea, che avevano battezzato il virus "Dridex". La previsione fatta dagli analisti di Europol era quella dell'aumento esponenziale di questi virus nei prossimi anni, creati da organizzazioni criminali basate in Russia o Israele.
 
 
«Purtroppo, nonostante gli sforzi investigativi abbiano già consentito di individuare diversi individui e gruppi organizzati, sia italiani che stranieri, impegnati nella organizzazione e realizzazione di simili campagne malevole - commenta la Polizia Postale del Veneto in una nota - la estesa diffusione del fenomeno e la costante per cui l’attacco si rivela possibile, sempre e comunque grazie ad un comportamento disattento dell’utente, hanno indotto la Postale ad aumentare le misure di prevenzione attraverso ogni strumento utile a garantire la sicurezza di chi naviga in Rete». Lo scenario è il seguente: l’ignaro utente riceve sulla propria casella mail un messaggio che fornisce indicazioni ingannevoli su presunte spedizioni a suo favore oppure contenente un link o un allegato a nome di Istituti di credito, Aziende, Enti, gestori e fornitori di servizi noti al pubblico. Cliccando sul link oppure aprendo l’allegato viene iniettato il virus che immediatamente cripta il contenuto delle memorie. A questo punto si realizza il ricatto dei criminali informatici che richiedono agli utenti, per riaprire i file e rientrare in possesso dei propri documenti, il pagamento di una somma di alcune centinaia di euro in bitcoin. I consigli della polizia sono pochi e semplici: "È importante non cedere al ricatto, tenere sempre aggiornato il software del computer, munirsi di un buon antivirus, fare sempre un backup, ma soprattutto fare attenzione alle mail che ci arrivano, specialmente se non attese, evitando di cliccare sui link o di aprire gli allegati".