Venezia

"Buon Natale". E il benefattore anonimo riporta luce e caldo a una famiglia in difficoltà

di Gianluca Codognato

Storia a lieto fine alla Giudecca per papà disoccupato, mamma e cinque figli di cui uno malato. Un disguido nel recapito delle bollette aveva portato ad accumulare un debito di 1.800 euro. Poi l'appello sulla "Nuova" e il gesto di bontà

VENEZIA. Un disguido nella consegna delle bollette si era trasformato in un debito di quasi duemila euro, difficile da evadere per un uomo rimasto disoccupato ma impegnato a mantenere cinque figli, uno dei quali gravemente malato, solamente grazie alla magra busta paga della moglie. M.S. e la sua famiglia avevano iniziato le feste natalizie con il taglio della linea elettrica e 1.800 euro di pagamenti arretrati (che minacciavano di mettere la parola fine anche all'erogazione del gas), ma dopo la richiesta di aiuto apparsa proprio su queste pagine qualcosa si è mosso, e il buon cuore di un giovane professionista veneziano ha fatto il resto con un messaggio: "Buon Natale".

L'appello della famiglia S., che dopo il passaggio a Green Network si era ritrovata incastrata in un debito incolmabile e con l'impossibilità persino di una soluzione rateizzata, non è infatti rimasto inascoltato: a poche ore dalla pubblicazione in edicola della storia raccontata dal disoccupato della Giudecca, infatti, un buon samaritano (che preferisce restare completamente anonimo) ha contattato la redazione per poter aiutare la famiglia S. e, dopo aver parlato con M.S. ha provveduto a coprire l'intero importo arretrato. «Adesso aspettiamo che la società di energia riceva il bonifico e che ci ricolleghi l'elettricità» racconta il beneficiario «fortunatamente nel frattempo non hanno staccato anche il gas». V

ia mail e attraverso le linee telefoniche, comunque, anche altre persone hanno chiesto di potersi rendere utili per migliorare la situazione della famiglia giudecchina. «Abbiamo bisogno di ogni aiuto possibile, quest'anno non siamo riusciti neanche a fare i regali di Natale ai nostri figli», continua l’uomo, «qualsiasi contributo è ben accetto, ma soprattutto vorrei che qualcuno potesse offrirmi un lavoro, per poter riprendere a mantenere personalmente i miei cari». Più che la beneficenza, dunque, pur fondamentale in questo momento, la possibilità di riprendere a lavorare.