Il coraggio di Bebe Vio “Veneziana dell’anno”

di Manuela Pivato

Il riconoscimento della Settemari alla campionessa di fioretto paralimpico che da quando ha 11 anni vince sul destino. A premiarla il regista Michieletto

VENEZIA. Una donna, ancorchè giovanissima, dal sorriso irresistibile e la stoccata che non perdona. Diciotto anni appena ma tosta come poche perchè capace di trasformare il dramma della malattia in opportunità e l’amputazione degli arti in un duello con se stessa, guadagnando il podio più alto.

Beatrice Vio, Bebe per tutti, la ragazza prodigio della scherma italiana, campionessa mondiale di fioretto paralimpico, nata a Venezia e residente a Mogliano, sulla pedana da quando aveva cinque anni e autrice di “Mi hanno regalato un sogno” nel quale racconta i 104 giorni di ospedale a seguito di una meningite acuta, è stata scelta dall’associazione Settemari quale “Veneziana dell’anno 2015”.

«Paladina e voce della verità di tante persone, ha saputo trasmettere con doti straordinarie di semplicità e serenità i grandi valori della partecipazione, diffondendo la conoscenza dello sport per tutti, esempio assoluto di coraggio, determinazione e gioia per le nuove e vecchie generazioni» si legge nella motivazione del premio che sarà consegnato nella Sale Apollinee della Fenice il prossimo 10 gennaio e presentato ieri alla stampa dal presidente della Settemari Massimo Rigo, dal fondatore Alfredo Borsato e da Maurizio Crovato.

Difficile abbracciare in poche righe l’intensissima vita di Bebe che nemmeno un anno dopo la malattia era di nuovo a tirare grazie a una particolare protesi progettata per sostenere il fioretto.

Il suo coraggio da leonessa, la gratitudine verso una vita che a undici anni le ho tolto l’uso della gambe e degli avambracci amputati in seguito a una necrosi, la capacità di attaccarsi alle difficoltà così come una normale adolescente si attaccarebbe ai vestiti, fanno di lei una creatura preziosa, anche per il senso dell’ironia.

Qualche mese fa, protesi al vento, aveva sfilato al Lido su un paio di tacco dodici. All’Expo di Milano, è stata la testimonial della Regione Veneto. Ai Giochi paralimpici di Londra è stata tedoforo. Ovunque, in Italia e nel mondo, è Bebe che non molla.

Alle spalle, una famiglia che nel 2009 ha fondato art4sport, onlus di sostegno all’integrazione sociale tramite la pratica sportiva di quei bambini che hanno subito amputazioni. Davanti, un sacco di traguardi e il faro di Valentina Vezzali con la quale ha gareggiato a scopo pubblicitario.

A consegnarle il Premio, la seconda domenica di gennaio, sarà il “Veneziano dell’anno” in carica Damiano Michieletto. Il regista teatrale ha fatto sapere che ovunque sarà non mancherà alla consegna di pergamena e medaglia alla «pazzesca Bebe», definizione di Jovanotti.

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