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Berti, per continuare a lavorare 22 dipendenti diventano coop

di Marta Artico

L’obiettivo è rilevare l’azienda di serramenti e riprendere la produzione entro gennaio. Legacoop Veneto cercherà soci finanziatori

TESSERA. Gli ex dipendenti si costituiscono in cooperativa per salvare i posti di lavoro dopo la chiusura dell’azienda. È nata ieri un’altra nuova impresa cooperativa industriale accompagnata da Legacoop Veneto: è la Berti Società Cooperativa Lavoratori, frutto della scelta coraggiosa di 22 lavoratori della storica azienda veneziana Berti Srl, fiore all’occhiello del territorio nel settore del vetro camera e dei serramenti, i quali hanno deciso di prendere in mano il destino dell’azienda per salvare il lavoro e non disperdere l’accreditamento sul mercato.

La nuova società cooperativa, che avrà provvisoriamente sede legale negli uffici di Legacoop Veneto a Marghera, si è costituita ieri nello studio del notaio Sandi di Mestre.

Scopo? «Avanzare richiesta formale di rilevamento dell’azienda al Tribunale di Venezia, dove si auspica quanto prima il deposito di istanza di fallimento in proprio da parte della proprietà». I lavoratori chiederanno l’anticipo della loro indennità di mobilità, con la quale capitalizzeranno la società con circa 350mila euro. «Di fronte alla volontà da parte della proprietà di non proseguire l’attività, i lavoratori hanno deciso di non arrendersi», spiega Davide Stoppa (Filctem-Cgil). «Era evidente come non rimanessero più spazi per una trattativa sindacale in grado di condurre a esiti diversi dal ricorso agli ammortizzatori sociali. Così abbiamo iniziato un confronto con Legacoop Veneto, finalizzato a garantire uno sbocco occupazionale nell’ottica di una ripresa di un’attività imprenditoriale che ha tutti i requisiti per avere successo: in termini di competitività sul mercato e di professionalità dei lavoratori. Dopo aver percorso tutte le strade possibili, il sindacato ha messo in campo l’autoimprenditorialità, chiedendo a Legacoop Veneto di valutare la fattibilità dell’operazione. Questi lavoratori posseggono un livello di professionalità che merita di non andare disperso».

«Il primo passo è stato compiuto», commenta il presidente della cooperativa, Attilio Pasqualetto. «Siamo consapevoli delle difficoltà che ci attendono, ma le ragioni della nostra scelta stanno nella conoscenza del mercato e del lavoro e negli stimoli che ci sono arrivati da molti clienti e fornitori storici di Berti Srl. Ora è necessario recuperare il tempo perduto rientrando nello stabilimento per poter avviare le azioni preliminari che ci permettano di attivare la produzione. L’obiettivo è cominciare la produzione entro gennaio 2016».

«È l’ennesima dimostrazione della capacità della cooperazione di fornire risposte alla crisi in chiave imprenditoriale», sottolinea il presidente di Legacoop Veneto, Adriano Rizzi. «Domanderemo l’intervento, quali soci finanziatori, di Coopfond SpA (il fondo mutualistico di Legacoop), di Cfi (investitore istituzionale delle Centrali cooperative e del Ministero dello Sviluppo Economico) e della finanziaria regionale Veneto Sviluppo: soggetti che abbiamo informato del lavoro che si stava svolgendo».