venezia

Alloggi turistici, scoppia il caso Locatelli

di Enrico Tantucci

La consigliera della Lista Brugnaro è la proprietaria degli appartamenti per cui Ca’ Farsetti voterà il cambio d’uso

VENEZIA. La domanda di cambio di destinazione d’uso da residenziale alberghiero di alcuni appartamenti all’Hotel Biasin e in Calle delle Rasse di cui discuterà tra pochi giorni il Consiglio comunale, dopo l’accesa discussione già avvenuta in Commissione consiliare, fa capo a un consigliere comunale della Lista Brugnaro, Marta Locatelli, proprietaria degli appartamenti per cui si chiede la trasformazione a uso alberghiero. A sollevare il caso con un «post» da poco messo in rete è stata la Piattaforma civica Gruppo 25 aprile, parlando di «nuovo scandalo a Venezia».

«Immaginiamo per un attimo, solo per un attimo - scrive ul Gruppo 25 aprile - che una nota personalità politica del Consiglio comunale abbia un interesse privato o familiare, diretto o indiretto, nei cambi di destinazione d’uso attualmente proposti, con delibera urgente, in deroga al Piano regolatore esistente e nonostante il voto contrario del Consiglio di Municipalità di Venezia. Immaginiamo che la società che ha richiesto il cambio di destinazione d’uso sia direttamente collegabile al consorte di tale personalità politica, o magari (ma non vogliamo nemmeno pensarlo) che il nome del consorte appaia addirittura sulla carta intestata della società; una società che a Venezia fa già affari d’oro con decine di appartamenti che hanno subìto una sorte simile: sottratti alla residenzialità per essere offerti (a cifre proibitive per i residenti) sul mercato online delle locazioni di breve periodo, con un suo sito liberamente consultabile su Internet».

Ma non di immaginazione, ovviamente, ma di realtà si tratta, come conferma anche il capogruppo della Lista Brugnaro Maurizio Crovato. «Ho visto il post del Gruppo 25 aprile e ho verificato che il consigliere di cui si parla è Marta Locatelli» commenta «che è effettivamente la proprietaria degli appartamenti per cui si chiede il cambio di destinazione d’uso. Non lo sapevo, ma si tratta di una pratica vecchia che arriva ora al voto del Consiglio comunale e che se anche bloccassimo, rischieremmo poi di vederci autorizzata dal Tar. In ogni caso, convocheremo una riunione di maggioranza, sentendo sulla questione anche Marta Locatelli e prenderemo una decisione prima che la delibera arrivi in Consiglio. Il problema dei cambi di destinazione d’uso è reale e si potrebbe decidere di dare da subito un segnale».

«Sono un’imprenditrice e investo sulla mia città»

Marta Locatelli - come riferiamo a parte - rivendica il suo diritto di imprenditrice di presentare la domanda di cambio d’uso. Ma sulla questione più generale che il caso innesca, interviene anche il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Andrea Ferrazzi. «Si tratta di una deroga per i piani superiori a quello terreno, per le abitazioni esistenti che abbiano superficie utile inferiore a 120 metri quadri. Cosa significa tutto ciò? Che il Consiglio può eccezionalmente mutare la destinazione. È dunque una scelta totalmente politica. Io, come ho detto in Commissione, non vedo il motivo di concederla, anzi va dato proprio un forte segnale contrario, per ripopolare Venezia e bloccare l'espansione alberghiera indiscriminata. Dal punto di vista tecnico, nel caso di Calle de le Rasse, chiederò anche un approfondimento»