Prestazioni sessuali camuffate: arrestate tre tenutarie cinesi

Gestivano quattro centri di massaggi, due a Mestre, gli altri a Spinea e Conegliano, tutti sequestrati. Controllavano venti ragazze e si tenevano fino al 70% della tariffa, da qui l’accusa di sfruttamento

MESTRE. Un massaggio romantico, così si chiama per differenziarlo da quello semplice, costava appena 50-60 euro e finiva sempre con la masturbazione del cliente. C’era un giro di ragazze cinesi - una ventina - che andavano da un centro all’altro e tutto veniva reclamizzato attraverso un sito Internet, Veneziabacheca.it. Gli investigatori della Squadra mobile hanno arrestato tre donne cinesi, regolarmente immigrate in Italia, per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e hanno sequestrato quattro centri massaggio gestiti dalle tre orientali, l’Happy House e il Romatic House di Mestre, rispettivamente in via Trento e in via Volturno, il Celebrità di via dei Mille a Spinea e il Relax Club di via Borgo Porta a Conegliano.

«È stata una brillante operazione», ha spiegato il procuratore aggiunto di Venezia Adelchi D’Ippolito, «che s’inserisce in una decisa azione della magistratura e delle forze di polizia contro lo sfruttamento della prostituzione, un fenomeno molto presente sul territorio».

A spiegare com’è andata è stata la dirigente della Squadra mobile, Angela Lauretta. L’indagine è nata lo scorso anno, quando un cinese si è presentato in questura per rinnovare alcuni documenti, facendo riferimento a un centro massaggi.

La polizia ha voluto scavare su questo fronte, trovando riscontro sul sito Internet in cui venivano reclamizzati i massaggi di vari centri. Dopo una serie di accertamenti, intercettazioni telefoniche e controlli diretti - sono stati sentiti anche alcuni assidui clienti - gli agenti della Mobile hanno scoperto che le quattro strutture poste sotto sequestro ieri avevano una parvenza legale, ma parallelamente le dipendenti, tutte in regola, offrivano pratiche sessuali al clienti.

I centri dipendevano da società diverse, ma collaboravano tra loro soprattutto per la gestione delle ragazze a cui andava il 30 o al massimo il 40 per cento di quanto incassato dal centro per ogni singolo cliente. Il giro d’affari era di circa 700 euro al giorno per ogni locale (senza rilascio di ricevute). La maggior parte del denaro, quindi, finiva nelle tasche delle tre giovani donne arrestate e per questo è scattata l’accusa di sfruttamento della prostituzione.

Sono finite agli arresti domiciliari e verranno interrogate domani Youmei Yu, 29 anni, Wenjin Liu, 35 anni, entrambi residenti a Mestre, e Xianqin Du, 35 anni, residente a Conegliano.

Spesso dietro ai centri massaggi cinesi utilizzati come centri per la gestione della prostituzione delle giovani orientali si nasconde la tratta delle ragazze, che vengono costrette dalle organizzazioni che gestiscono l’immigrazione clandestina a ripagare il viaggio dalla Cina all’Italia, che la famiglia non ha potuto coprire, con le prestazioni sessuali alle quali sono costrette a sottostare. Alcune di loro, in seguito, acquisiscono l’esperienza per passare dall’altra parte trasformandosi da sfruttate in sfruttatrici. Insomma, l’organizzazione, dopo aver capito di poter avere fiducia, affida loro un centro massaggi in modo da gestire alcune decine di ragazze. (g.c.)

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