Docenti, assemblee piene Studenti verso lo sciopero

Gli insegnanti contestano i comitati di valutazione che dovranno elargire i premi Il 9 ottobre i ragazzi si preparano al corteo per protestare contro la riforma

MESTRE. È iniziata la scuola, ma il primo obiettivo di molti alunni e insegnanti è quello di prepararsi per lo sciopero nazionale del 9 ottobre contro la riforma della Buona Scuola, discutendo sui temi da portare. Ieri gli studenti sono entrati a scuola due ore dopo per le assemblee dei docenti, molto partecipate in quasi tutti gli istituti.

Anche perché argomento di discussione era la riforma della buona scuola, e in particolare il comitato di valutazione, vale a dire l’organismo composto da dirigente, docenti e genitori che dovrà decidere quali docenti premiare, economicamente si intende.

«Il nostro obiettivo», spiega Carlo Forte della Cgil Scuola, «è di metterci di traverso ai comitati di valutazione perché non esistono docenti più o meno bravi da premiare con i soldi, ma esiste la contrattazione collettiva».

Sul fronte degli studenti invece ieri pomeriggio nello spazio Loco (Laboratorio occupato contemporaneo) di via Piave, c’è stata la prima assemblea del Coordinamento degli Studenti che ha coinvolto una cinquantina di ragazzi. «Tra le riflessioni emerse», ha detto la portavoce Federica Valeri, «quella sul cartellino, una spesa che secondo noi poteva benissimo essere evitata, dato che in scuole come il liceo artistico di Venezia non ci sono soldi per i laboratori. Poi si è parlato di lavori di manutenzione che andrebbero fatti in alcune strutture veneziane. Infine sono arrivate delle segnalazioni da alcuni studenti del liceo musicale Marco Polo perché anche quest’anno, per la mancanza di altre classi disponibili, gli alunni che hanno scelto musica sono costretti a suonare mentre l’altra metà della classe magari fa lezione di greco. Da adesso in poi ci organizzeremo e decideremo come farci sentire».

Sulla Buona Scuola tra i punti negati dagli studenti c’è quello sulle ore di tirocinio obbligatorie che da 200 sono passate a 400: «Noi vogliamo che le ore siano davvero formative», prosegue Valeri «e non che ci usino per risparmiare, come a molti è successo. Già siamo contrari al fatto che il lavoro non venga pagato, in più troviamo non corretto che le ore vengano usate per farci fare fotocopie. Sulla Buona Scuola siamo contrari alla figura del preside e al fatto che gli studenti siano sempre più esclusi. Inoltre i i docenti sostengono che non sia ancora chiaro come proceda il preside per le assunzioni».

In questi giorni anche la Rete degli Studenti Medi, considerati i più moderati, sta organizzando degli incontri per il 9. La prossima assemblea sarà giovedì alle 17 sotto la Torre di Mestre, in Piazza Ferretto: «Abbiamo incontrato l’Udu, «ha detto una delle portavoce, Francesca De Nobili, «e per lo sciopero ci stiamo organizzando con i Cobas e anche con alcuni professori. Prossimamente faremo gli striscioni in Campo Saffa, vicino alla stazione, e poi decideremo come proseguire l’anno».)

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