Venezia snodo cruciale per le rotte dei migranti

Dall’inizio dell’anno almeno cinquanta clandestini, intercettati poi in Austria, sono transitati in città: in aumento eritrei e somali. Migliaia di euro per il viaggio

VENEZIA. Venezia snodo delle rotte di migranti diretti in centro Europa, lo è da almeno una quindicina di anni. E diventa sempre più importante nei progetti di migrazione di chi parte dall’Africa o dal Medio Oriente per entrare in Europa. Lo era al tempo della migrazione dei curdi diretti in Germania perché massacrati da Saddam Hussein e dai turchi, lo è stata per i ragazzi afghani scappati durante il regime talebano e lo è ora per somali ed eritrei che rappresentano la gran parte dei migranti che sbarcano sulle coste di Sicilia, Calabria e Puglia. A indicare la nostra città quale snodo della “rotta adriatica” sono l’autorità di polizia di mezza Europa, ma pure le stesse organizzazioni onlus che si occupano di migranti. Dall’inizio dell’anno, almeno una cinquantina di clandestini intercettati in Austria, e poi respinti nel nostro Paese, hanno detto di essere passati da Venezia o da Mestre prima di raggiungere Tarvisio o il Brennero. Del resto la stessa polizia italiana ha aumentato la sorveglianza nelle nostre stazioni per intercettare i migranti diretti a nord.

Gli sbarchi di persone provenienti dalla Libia nei primi quattro mesi dell’anno corrispondono a quelli dello scorso anno. I migranti iniziano percorsi alternativi, via mare e via terra, anche alla luce dell’annuncio di azioni militari per distruggere le imbarcazioni nei porti libici. Nei primi mesi dell’anno non sono più i siriani quelli più numerosi ad attraversare il Mediterraneo, ma gli eritrei e i somali. Il Corno d’Africa ritorna ad essere protagonista di questi viaggi della speranza sempre più tragici. Lo ha ricordato proprio in questi giorni l’associazione Migrantes, onlus ch da anni si occupa di migrazioni. I “clienti” arrivano sulle coste libiche con i soldi, hanno in tasca più o meno 5.000 dollari. I “mediatori” ne trattengono 2.000 a cliente. I restanti servono per pagare il capo, ma dovranno essere versati una volta che i clienti arrivano a destinazione. Spesso le organizzazioni sono strutturate per etnia. E il migrante, una volta sbarcato in Sicilia o in Calabria, sa chi contattare per proseguire il viaggio. A Venezia in genere lavorano i passeur che hanno il compito di far oltrepassare il confine al “cliente”. Intere famiglie contribuiscono al viaggio, spesso vendendo quasi tutto quello che possiedono.

Dallo snodo veneziano transitano pure coloro che arrivano in Puglia o nei porti del basso Adriatico, in genere giovani afghani o pakistani. S’infilano nei camion caricati sui traghetti provenienti dalla Grecia, oppure utilizzano i viaggi organizzati su yacht che salpano dalla Turchia: il viaggio costa dai 1.000 ai 4.000 euro.

Carlo Mion

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