Arrestato trafficante di esseri umani

di Carlo Mion

Passeur somalo accompagna al treno diretto in Austria un connazionale minorenne, ora in ospedale per curare la scabbia

Venezia e Mestre tornano ad essere al centro del traffico di esseri umani. Arrestato dalla polizia ferroviaria un passeur somalo M.I.A., 30 anni, che stava accompagnando un connazionale minorenne in Austria, per poi raggiungere la Germania. L’uomo è stato bloccato intorno alle 21 a Santa Lucia. Aveva alcuni biglietti, molto probabilmente c’erano altri stranieri che lo dovevano seguire oltre confine. Ad accorgersi dei due, poi bloccati, sono stati gli agenti in normale servizio di controllo del territorio. Hanno notato i due, in particolare il minorenne che doveva essere accompagnato al di là delle Alpi. Infatti il modo di vestire, la mancanza di bagaglio e il fatto che stesse per salire su un treno a lunga percorrenza ha fatto scattare il controllo. Del resto, da mesi, i poliziotti in servizio nelle due stazioni della città sono stati allertati a prestare particolare attenzione agli stranieri e a come sono vestiti. Infatti gli investigatori, da più parti, hanno raccolto elementi che confermano come la città sia tornata ad essere uno snodo del traffico di esseri umani diretti nel Nord Europa.

Sabato i poliziotti erano impegnati nel normale servizio di controllo della stazione Santa Lucia con particolare attenzione al treno diretto a Vienna. Ad un certo punto si sono accorti di una coppia di africani, di cui uno minorenne. L’adulto, notando la pattuglia in divisa, indirizzava il minore nella direzione opposta a quella che stavano percorrendo, molto probabilmente per evitare un possibile controllo di polizia. Quindi, dopo aver accompagnato il ragazzo sul treno con le raccomandazioni di non dire nulla alla polizia e avergli fornito le ultime indicazioni, in tutta fretta si dirigeva verso l’uscita della stazione.

Gli agenti però lo seguivano e lo bloccavano prima che potesse raggiungere la scalinata. Contemporaneamente altri agenti andavano dal ragazzo per verificare le condizioni di viaggio. Il ragazzo non aveva documenti. Tra le altre cose non sapeva dire, o non voleva dire, dove era diretto e chi lo aveva accompagnato sul treno.I due sono stati portati negli uffici della polfer. Qui, alla fine, il minore ha raccontato il viaggio da clandestino fino a Venezia. Ha spiegato di essere partito dalla Libia e di essere arrivato a Venezia in auto. Ha confermato di essersi affidato al 30enne per raggiungere la Germania. E ha detto che il maggiorenne appartiene ad un’organizzazione che gestisce un traffico di esseri umani da far arrivare in Europa all’Africa. Il ragazzo, che ha la scabbia, è stato poi affidato ai sanitari dell’ospedale dell’Angelo in attesa poi di essere collocato in una struttura per minori in difficoltà del Comune.

©RIPRODUZIONE RISERVATA