Ipotesi di truffa

Due ex segretari Cisl sotto processo

Il pm Gava ha citato a giudizio Bertilla Manente e Andrea Gaggetta

VENEZIA. Il pubblico ministero di Venezia Giorgio Gava ha chiesto il processo con la citazione a giudizio davanti al giudice monocratico per l’’ex segretaria della Fisascat Cisl Bertilla Manente e del componente della stessa segreteria Andrea Gaggetta: la prima deve rispondere di appropriazione indebita e truffa aggravata, il secondo di truffa. La prima udienza è già stata fissata per il prossimo 25 giugno.

Inizialmente era finito sotto inchiesta un terzo sindacalista della Cisl, Luca Zuin, ma il rappresentante della Procura ha chiesto l’archiviazione nei suoi confronti, come del resto per l’accusa di truffa ai danni di Arrigo Cipriani, il noto ristoratore titolare dell’Harry’s Bar, contestata inizialmente a Manente e Gaggetta.

L'accusa: rimborsi non dovuti. I fatti contestati risalgono al periodo tra il 2009 e il 2012: l’ex segretaria Fisascat deve rispondere di essersi intascata rimborsi spese per seimila euro per viaggi di servizio che, stando alle accuse, non avrebbe effettuato; per due fatture per 439 euro di un’officina per riparazioni sula sua autro privata che non le sarebbero spettati; per prelievi per 500 euro con il bancomat del sindacato durante il periodo di ferie; per un assegno di 4mila euro finito sul suoi conto invece che in quello della Cisl, visto che si trattava di quote versate dai lavoratori per l’assistenza contrattuale; infine, per l’utilizzo di una Bmw del sindacato senza che in busta paga le fosse effettuata la trattenuta mensile per il benefit in questione. Gaggetta, invece, dovrà rispondere per 1800 euro spesi grazie ad una carta carburante utilizzata per la sua auto e per aver usato una Lancia Delta del sindacato evitando che gli fosse stato trattenuto il benefit dalla busta paga mensile.

Le denunce del sindacato. Il pm Gava, sulla base delle segnalazioni anche dell’organizzazione sindacale, aveva incaricato una commercialista di compiere un controllo sui conti della Cisl. L’esame aveva posto in evidenza «una situazione caotica di completo abbandono, quasi kafkiana, lontana da qualsiasi immaginario di una buona e corretta amministrazione». La consulenza chiarisce che la federazione di categoria «non ha alcun obbligo fiscale e conseguentemente redige il bilancio soli ai fini della rendicontazione all'organismo centrale della Cisl». «Le modalità amministrative non devono comunque permettere situazioni contabili poco cristalline», prosegue, «vi deve essere una naturale esigenza di chiarezza e limpidezza nei confronti degli iscritti». E questo, alla Fisascat Cisl almeno finchè sulla poltrona di segretario si sono succeduti Manente e Gaggetta, non era sicuramente avvenuto.