la rete

Pedofilia on line e cyberbullismo: ragazzi a scuola dalla polizia postale

di Carlo Mion

ll “Safer Internet Day” fa tappa all'Istituto Roncalli di Quarto d'Altino. Nel 2014 gli agenti hanno monitorato 1.922 siti. Effettuate 64 perquisizioni, 9 i siti web pedopornografici inseriti nella “black list"

QUARTO D'ALTINO. Nel 2014 sono stati due gli arresti effettuati per pedofilia online, con 46 denunce, 1.922 siti monitorati, 64 perquisizioni effettuate e 9 siti web pedopornografici inseriti in “black list”. Attività svolta dal Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni “Veneto” di Mestre. Dati riferiti all’attività in tutta la regione e presentati ieri in occasione del “Safer Internet Day”, la giornata internazionale dedicata alla sicurezza in Internet. «Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza in Internet e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web», sottolinea Daniele De Martino, dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni del Veneto. La giornata di ieri era dedicata non solo alla sicurezza contro la pedopornografia, ma anche al cyberbullismo, l’altra piaga che caratterizza la rete. La Polizia Postale e delle Comunicazioni in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, ha organizzato workshop sul tema del cyberbullismo nelle scuole delle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Verona, Vicenza e Venezia. È stato l’Istituto Comprensivo “Roncalli” di Quarto d’Altino la sede, per la nostra provincia, dell’incontro formativo con gli esperti della Polizia Postale. A tenere la lezione sono stati gli specialisti della polizia che hanno spiegato agli studenti, all’incirca duecento ragazzi, le problematiche connesse al cyberbullismo oltre ai pericoli e le insidie che i ragazzi possono incontrare durante la navigazione in internet e le possibili soluzioni per non incappare in spiacevoli situazioni. «L’obiettivo delle attività di formazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online, senza correre rischi connessi all’adescamento, cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri», ricorda De Martino. «La formazione sui temi della sicurezza e dell’uso responsabile della rete è un impegno quotidiano della Polizia di Stato e la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, della Università e della Ricerca e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, è assolutamente determinante».
 
"Mio figlio vittima di bullismo a scuola"
 
La giornata di ieri è stata un’edizione speciale del progetto “Una vita da social” che ha visto workshop in contemporanea nelle scuole di 100 capoluoghi di provincia italiani. “Una vita da social” è un progetto itinerante sviluppato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni che ha l’obiettivo di aiutare gli utenti della Rete a navigare in piena sicurezza e a gestire con consapevolezza e controllo i dati condivisi online. Non è riservato solo ai giovanissimi ma anche ai loro genitori che possono essere i primi educatori all’uso corretto della Rete.