Verbale non veritiero agente di Spinea patteggia

di Cristina Genesin

Il poliziotto Marco Lafuenti, 45 anni, aveva arrestato due moldavi a Padova accusandoli di aver reagito: “smentito” dal video della telecamera nell’area

SPINEA. Il verbale dell’arresto di due moldavi (uno dei quali “armato” di un coltellaccio), come l’annotazione di servizio, sono apparsi non veritieri rispetto alle immagini registrate da una telecamera installata nella zona del cavalcavia Borgomagno. Ed è venuta alla luce un’altra verità che ha messo nei guai due poliziotti. Così ieri davanti al gup Domenica Gambardella hanno patteggiato 11 mesi e 10 giorni di reclusione, ottenendo la sospensione condizionale della pena, l'assistente capo Antonio Apparente, 32 anni, pugliese d’origine con residenza ad Albignasego, e l'agente scelto Marco Lafuenti, 45 anni con residenza a Spinea, chiamati a rispondere di falso ideologico e calunnia. A provocare l’inchiesta un “incidente” durante il servizio prestato nel Reparto volanti che ha determinato il loro trasferimento nel Reparto mobile e alla Polfer. Sarà inevitabile l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti dei due esponenti delle forze dell’ordine (è d’ufficio). Tuttavia, trattandosi di un procedimento di natura amministrativa, l’esito può essere diverso.

Del resto la vicenda è delicata e controversa. Non a caso il pm Marco Peraro aveva concluso sollecitando l’archiviazione dei reati inizialmente contestati ai due poliziotti. Si era opposto l’avvocato Giovanni Lamonica, difensore dei due moldavi, trasmettendo al gip l’esito delle indagini difensive, compreso il video delle telecamere della zona. Il gip Mariella Fino aveva ordinato la formulazione coatta del doppio capo d’accusa.

Che cosa era successo? 5 settembre 2012, rotonda ai piedi del cavalcavia Borgomagno nell’area dietro la stazione ferroviaria. Intorno alle 23 i due moldavi (all’epoca di 22 e 19 anni) sono arrestati con l’accusa di aver rapinato un gruppetto di nigeriani. I due agenti, che intervengono su richiesta dei nigeriani, contestano anche la resistenza a pubblico ufficiale e il porto di due coltelli: è quanto risulta nel verbale e nella successiva annotazione di servizio. Qualche giorno più tardi l’avvocato Lamonica deposita in Procura il filmato registrato dalla telecamera della zona, sempre accesa. La scena è in parte diversa: i due moldavi attraversano il cavalcavia e uno di loro impugna un coltello con una lunga lama. Coltello che tiene accostato lungo la coscia. Quando gli agenti ordinano di appoggiare a terra l’arma e di stendersi, i due obbediscono e vengono ammanettati. Interrogati, i poliziotti si sono giustificati parlando di un errato utilizzo della tecnica del “copia e incolla” all’atto della stesura del verbale con il pc: ieri hanno scelto il rito alternativo, evitando il processo. Ora i due moldavi avrebbero deciso di avviare una causa civile per essere risarciti.

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