il libro di Paolo Morando

Cronache dagli anni ’80: “L’inizio della Barbarie”

Tre edizioni, recensioni sulle maggiori testate nazionali, presentazioni in tutta Italia, finalista al Premio Estense. E martedì sera se ne parla a Mestre

Tre edizioni nel giro di un mese e mezzo, recensioni sulle maggiori testate nazionali, presentazioni in tutta Italia. Si tratta del libro "'80. L'inizio della barbarie" (Editori Laterza, 242 pagine, 16 euro) del giornalista trentino Paolo Morando, vicecaporedattore del Trentino (quotidiano del Gruppo Espresso). Autore anche di “Dancing Days. 1978/1979: i due anni che hanno cambiato l'Italia”, Morando sarà martedì 21 giugno  a Mestre per presentare il suo saggio, alle ore 18, alla Vez Biblioteca Civica Mestre, in piazzale Donatori di Sangue 10 (ingresso libero).

L’aitore dialogherà con Ettore Beggiato, storico, e Maurizio Dianese, giornalista e saggista. Diviso in cinque capitoli (L'Italia nordista, L'Italia paninara, L'Italia becera, L'Italia rampante e L'Italia razzista), più un Prologo (incentrato sulla visione nostalgica di elementi vintage che caratterizza la vulgata sugli anni '80) e un Epilogo che tira le fila del racconto alla luce dell'Italia dei giorni nostri, il libro si sofferma su aspetti di quegli anni finora poco analizzati dalla ricerca storica, ma che a giudizio di Morando vanno invece pienamente considerati per meglio valutare l'importanza di un decennio finora raccontato sulla base di luoghi comuni duri a morire: la Milano da bere, l'Italia quinta potenza economica del mondo, un Paese allora invidiato e orgoglioso di essere tale. Tutto questo, però, senza ricordare che proprio in quel periodo emergevano aspetti della vita nazionale non lusinghieri: l'avvento della politica iperlocalista, mode classiste, l'imbarbarimento del confronto pubblico (anche e soprattutto attraverso la televisione, ma non solo), per non parlare dell'esplosione del debito pubblico e le baby pensioni. «È un lavoro denso, questo di Morando - ha scritto Filippo Ceccarelli su La Repubblica - una ricerca instancabile di particolari, uno studio tanto più serio quanto più la materia appare frivola e irrilevante».

Il libro di Morando è stato inserito fra l'altro nella quaterna dei finalisti del Premio Estense 2016.