Zane Ansell elogia il suo XV «Questa Lafert punta alto»

di Gianluca Galzerano

Eccellenza. Il coach sudafricano del San Donà analizza il match contro i Medicei «Van Vuren, Van Zyl e Crosato ottimi. Abbiamo un credito con la giustizia»

SAN DONÀ. Una performance studiata a tavolino in settimana, un gruppo che risponde sul campo sia nei singoli che nel collettivo, lo staff che indovina uomini e strategia. Nulla frutto del caso nella rotonda vittoria della Lafert contro i neo-promossi Medicei fiorentini all’esordio stagionale di sabato al “Pacifici”, come racconta coach Zane Ansell a 24 ore dalla gara chiusa sul 43 a 17.

«In settimana abbiamo impostato il lavoro studiando al video la loro partita con Calvisano: come tutte le neo-promosse, anche Firenze tiene solitamente bene i primi 40’per poi calare, per una questione di abitudine al ritmo di gioco che in Serie A è decisamente differente», racconta il tecnico sudafricano.

«In effetti all’inizio ci hanno creato dei problemi soprattutto davanti, giocando sulla fisicità e sull’intensità nei punti d’incontro», continua Ansell, «poi però noi abbiamo man mano accelerato e alla distanza siamo venuti fuori bene, giocando un match per il quale mi sento di fare i complimenti ai ragazzi».

Mix interessante, quello biancoceleste, con un dosaggio ancora in via di definizione tra spirito del Piave e pragmatismo sudafricano che rappresenta il valore aggiunto di un gruppo consapevole di poter fare quest’anno la voce grossa: «Abbiamo innestato dei giocatori importanti su un telaio che lo scorso campionato già si era guadagnato a pieno titolo sul campo l’accesso ai playoff», prosegue il coach Ansell. «Non ci nascondiamo, vogliamo puntare alle semifinali e non fermarci nemmeno lì, abbiamo i giocatori per farlo e una specie di credito con la giustizia che tutti qui vogliamo riscuotere».

Tre i nomi emersi dopo i primi 160’: Van Vuren, Van Zyl e Crosato. «Sui primi due non avevo dubbi», dice Ansell, «hanno esperienza in Pro12 e conoscono però molto bene anche l’Eccellenza, e se il primo è davvero un lottatore naturale, il secondo è uno che mette seriamente in difficoltà la linea difensiva ogni volta che si inserisce in attacco. Per Crosato il discorso è diverso: lui e Rorato sono due numeri 9 molto diversi, cosa che mi offre più opzioni su cui lavorare a seconda dell’avversario e di come si sviluppa la partita. Di sicuro, malgrado sia molto giovane lo sto trovando maturo e pronto ad imparare, credo sarà un anno molto importante per lui».

Sabato prossimo altro test durissimo: in via Tarvisio arriva la Femi-CZ Rovigo, per un derby che mai come questa volta avrà molto da dire per entrambe le sfidanti.

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