Pro 14, Benetton e Zebre alla svolta del fitness

La doppia vittoria delle italiane (il bis di Treviso) e i giovani in evidenza rilanciano le azioni del nostro rugby

TREVISO. Chi non avrebbe messo la firma a vedere questo tabellone del nuovo Pro14 dopo 4 giornate? Benetton e Zebre quinte, 9 i punti di Treviso e 6 di Parma presi tutti quest’ultimi nella prima storica doppia trasferta italiana del torneo in Sudafrica contro le franchigie costole del Superugby australe. Condita di mete come piovesse. Una Sconfitta con bonus mete (5) e vittoria sabato per 43-17 a Port Elisabeth sui Southern King dell’azzurro Van Schalkwick emigrato dalle Zebre nei mesi scorsi e con cui ha perso il suo primo derby. Primo back to back della Benetton da un lustro, la doppia vittoria non la ricordano neppure i tifosi più accaniti dei leoni. Di più nelle due conference (gironi) in classifica sotto le italiane ci sono i proprio i Southern Kings e tre franchigie gallesi come Dragons ma soprattutto Cardiff e Ospreys caduto venerdì al Monigo con tutti i suoi quattro Lions (e anche il ko esterno delle Zebre al debutto con i falchetti 23-15 va rivisto). Di più elimina l’alibi degli infortuni, si vince (o si perde) con i 23 in campo e non con i 18 in infermeria. E fra quelli in campo tanti giovani, millennials nati nell’era Pro, alcuni esordienti assoluti nel torneo, fra i volti migliori di quell’Under 20 azzurra che in Georgia ha fatto bene o dell’Eccellenza. Nelle Zebre fra gli altri a placcare e a segnare Licata (flanker under 20 e permit delle Fiamme Oro) e Giammarioli (numero 8, 22 anni). Dietro dal primo minuto Minozzi (Valsugana, Calvisano, azzurrino). Un sottolineatura al padovano Bellini ritrovato pure per l’azzurro con una meta a scavalcare il pack, un assist smarcante a Giammarioli, un buco che ha mandato Boni in meta. Nella Benetton (dimenticate la partita con l’Ulster, anche se poteva essere pareggiata nel finale) si rivede Sgarbi e Benvenuti da centro dà il meglio. Celebrato Fuser, date un’occhiata a Ruzza da due partite in campo dal via, con responsabilità di chiamare le touche e a placcare ha fatto il suo anche contro un certo Alun Wyn Jones. Si rivede De Marchi pilone a sinistra, Ferrari a destra è una certezza. Pure il ventenne Zanon, con scorci da permit, ha dimostrato di poter essere del livello. Treviso per come ha tenuto a Edimburgo e per come ha lasciato a 0 nella ripresa gli Ospreys, non sembra parente di quella della scorsa stagione. C’entra il fitness, la forma fisica parola d’ordine di O’Shea? Sì perché i giocatori delle Benetton sembrano fratelli magri di loro stessi. Dimenticate i crolli per esaurimento benzina degli ultimi quarti d’ora. Si gioca per 80’condendo di skills e ricicli spettacolari anche gli ultimi minuti. E allora anche gli spartiti tattici di Crowley e di Bradley possono trovare esecutori che non si limitano a contenere. Nel 2010 quando Treviso esordì in Pro12, si comportò intelligentemente come certe neopromosse del calcio: andare a mille nei primi mesi ma spegnendosi poi. Ogni franchigia ha un obiettivo (playoff, finali di coppa) e relativo periodo in cui toccare picchi di forma, poi ci sono quelli delle Nazionali (novembre e febbraio). Tutto va arminizzato.

C’entra anche il lavoro di Peter Atkinson? , lo staff scelto per la perfomance fisica dalla Fir (e pagato anche da Zebre e Benetton) all’opera con gli azzurri e le celtiche? Lo staff di Atkinson (fece faville con Saracens e Leister Tigers) ha introdotto linee guida che Benetton e Zebre sviluppano autonomamente. Ma la filosofia è cambiata e il riscontro migliore è il volto soddisfatto dei giocatori.

Fabrizio Zupo