La Curva Sud contesta le nuove maglie

Non va giù il logo con il “110” che ricorda la fondazione del Venezia Fc nel 1907. La società: «I colori sono arancioneroverdi»

MESTRE. È polemica per le nuove maglie del Venezia, con i tifosi della Curva Sud che domenica non saranno allo stadio Penzo a tifare per l’esordio in Coppa Italia. Uno scontro innescatosi martedì dopo la presentazione delle divise al Fondaco dei Tedeschi di Rialto, e con i supporter pronti addirittura allo sciopero dell’abbonamento e a contestare il club in tutte le sedi possibili.

Tre semplici cifre a comporre il 110, il numero diventato della discordia, che ha scatenato un putiferio sui social. Il motivo è presto detto: la società lo ha voluto per ricordare la nascita del calcio a Venezia il 14 dicembre 1907, e così ha fatto aggiungere il 110 in alto a sinistra sulle maglie della prossima stagione. Ma per alcuni ricorderebbe la nascita del vecchio Venezia neroverde. Da qui la rabbia dei tifosi della Curva Sud, più legati alla data del 1987, quella della fusione tra Venezia e Mestre voluta dall’allora presidente Maurizio Zamparini. Da molti mai digerita, da altri sempre rivendicata. Un argomento che negli ultimi tre decenni ha causato parecchie tensioni tra dirigenze e tifosi nel susseguirsi dei fallimenti dei vari Venezia. E allora ecco discussioni per la quantità di arancione o verde sulle divise senza parlare dei nomi del club che si sono succeduti. Una vicenda pronta a esplodere in ogni momento, con la miccia rappresentata stavolta dal 110. Forse sarebbe bastato confrontarsi con i tifosi per evitare l’immaginabile polemica di queste ore, ma d’altro canto il club è libero, e ha il diritto di decidere come fare le maglie a proprio piacimento.

Ecco che Andrea Vianello, leader storico della Curva Sud, ieri non ha usato mezze parole: «La maglia è anche carina con i segni dell’artiglio, ma ci chiediamo chi ha certe idee e perché non veniamo interpellati. Sembra fatto apposta per creare malumori e discussioni. Sia chiaro, in curva tiferemo e inciteremo sempre la squadra e Filippo Inzaghi, che in questa vicenda non c’entrano nulla, ma al club faremo sentire la nostra voce. Intanto domenica non entreremo allo stadio, e domani sera (oggi, ndr) ci riuniremo per prendere altre decisioni. Il 110, quel numero infame, va tolto. Non chiediamo si metta il 30, ma si poteva aggiungere il simbolo della Coppa Italia».

Nel ritiro di Sappada ieri sono comparsi alcuni striscioni di contestazione sulle reti attorno al campo di allenamento del Venezia. Il club, che ieri ha raggiunto già quota 517 abbonati con la campagna 2017/18, da par suo ha replicato che “ha a cuore tutti i propri tifosi. Il 14 dicembre 2017 festeggerà il suo 110 compleanno. Questa società raccoglie l’eredità del Venezia Foot Ball Club nato nel 1907, dell’Unione Sportiva Mestrina nata nel 1929 ed è il risultato della fusione avvenuta nel 1987. Dal 26 giugno 1987 i colori del club sono arancioneroverdi e questi a tutt’oggi sono i colori del Venezia Fc. La patch 110 inserita nelle maglie racchiude tutto questo, è un elemento celebrativo che ha come unica intenzione quella di sottolineare il glorioso passato ereditato dal Venezia Fc, che ha radici profonde, e che nel corso di oltre un secolo di storia ha subito trasformazioni che l’hanno portato a essere quello che oggi è: la realtà calcistica veneziana che rappresenta tutto il territorio, la parte insulare e la terraferma. La storia del club inconfutabilmente inizia nel 1907, e quindi nel corso di questa stagione sportiva celebreremo tale ricorrenza e non comprendiamo come ciò possa essere interpretato diversamente».

Simone Bianchi

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