«Veneto “locomotiva” della scherma italiana»

di Simone Bianchi

Il presidente federale Giorgio Scarso sottolinea il contributo della nostra regione alla crescita del movimento ed esalta il lavoro del c.t. Cipressa in azzurro

VENEZIA. La scherma veneta è in grande crescita con i suoi tremila tesserati, e un grande contributo arriva dalla provincia di Venezia che tra fioretto e sciabola sta offrendo molto anche nel settore paralimpico. Un aspetto rimarcato dal presidente federale Giorgio Scarso che inizia la sua analisi da Bebe Vio. «Ha saputo smarcare il movimento paralimpico in una cultura dell’inclusione, e per la scherma italiana sta rappresentando un elemento di grandissimo valore. Pensando che qualche anno fa la scherma paralimpica era quasi ignorata, oggi è invece un tutt’uno con quella in piedi. Bebe sa di essere ancora una atleta, troverà nuovi stimoli nelle prossime sfide e verso Tokyo 2020. Anche se ha già vinto tutto a 19 anni, c’è ancora tempo per iniziare a fare il dirigente sportivo. Ora ci serve più che mai in pedana».

Il numero due del Coni poi pone l’accento sul settore magistrale e sulla conferma di Andrea Cipressa quale commissario tecnico del fioretto. «È un valore aggiunto che arriva dalla scherma veneziana, e con lui da qualche mese è stato inserito nel settore Under 20 anche Mauro Numa, mestrino, che certo non ha bisogno di presentazioni. Il coinvolgimento di maestri di questo livello e con tale passato vincente, è basilare per il nostro sistema e uno stimolo per i giovani talenti che crescono, perché hanno punti di riferimento d’eccellenza. Basti pensare, solo per citare altri nomi, a Matteo Zennaro e Francesca Bortolozzi. La forza della nostra scherma è che si rigenera».

Quindi gli atleti. «Abbiamo tanti giovani interessanti, vedi ad esempio Erica Cipressa appena uscita dagli Under 20, Martina Favaretto e Alessandro Stella che hanno vinto ai Campionati del Mediterraneo e in Europa, ma penso anche al settore Under 14. La Fis guarda molto al Veneto e al Veneziano. Basti pensare all’attenzione verso Caorle come city partner e dove si disputerà la prossima Coppa Italia nazionale, a Padova che potrebbe ospitare nel 2018 i tricolori assoluti, e siamo sempre alla finestra per Venezia. Rimane città ambita dalla federazione internazionale, ma finché non si risolverà il problema della logistica non si potrà tornare con la Coppa del Mondo.

Sulla stessa linea è il presidente del comitato regionale veneto Guido Di Guida. «Il movimento cresce su ogni fronte e ne siamo felicissimi» assicura, «e questo lo dobbiamo al grande lavoro che i nostri maestri stanno facendo nelle varie sale. Soprattutto gente che è stata un grande campione, o chi ha saputo raccogliere l’eredità di personaggi come Livio Di Rosa. Abbiamo grandi speranze tra i Cadetti e i Giovani, specie nel triangolo Venezia-Padova-Treviso. Non c’è ancora il campione di valore assoluto, ma tantissimi ragazzi che nelle tre armi possono dire la loro».